di asterisco
La fantasia dei nostri politici non conosce limiti, negli schieramenti contrapposti di un tempo non lontano c’era chi mirava a porsi come terza gamba, oggi invece ne spunta in ausilio addirittura una quarta. Si ha l’impressione che ci si trovi di fronte a dei quadrupedi, ma non c’è da meravigliarsi, nonostante le tante permutazioni del DNA politico, qualche vetusto segmento nucleico è possibile derivi da Caligola che nominò senatore il suo cavallo!
Al di fuori della metafora, stupisce alquanto il voler contare su siffatti ruoli nella compagine governativa, ma siamo proprio sicuri che le quattro gambe poi poggino tutte sullo stesso piano? Viceversa, a voler essere pignoli e obbedire alle leggi della fisica e della matematica, se tre punti identificano uno spazio piano, mantenere quattro punti in piano diventa assai difficile, mentre un equilibrio bipede sarebbe più naturale, almeno per le sue versatili condizioni di equilibrio e di simmetria.
Affinché in un regime di democrazia il pluralismo possa avere la sua massima efficacia a livello governativo, deve valere anche il principio del terzo escluso (tertium non datur), ne consegue a rigor di coerenza logica che una possibile polarità presupponga una disposizione binaria: destra e sinistra, il centro è solo virtuale, un elemento di separazione simile allo zero nell’insieme numerico in matematica.
Non ci rimane l’augurio che il nostro patrimonio genetico in quanto mammiferi, non si riduca alla fine a quello di una famiglia di artropodi dai cento o mille piedi!

