Il linguaggio dei simboli…la politica dei simboli!

L’importanza delle parole nel linguaggio degli umani è ciò che ci differenzia dagli altri animali divenendo un valore fondante nei nostri rapporti sociali. Non sempre però questo accade, oggi sembra sia invalsa l’abitudine di parlare con le immagini, stando all’uso che facciamo delle diavolerie mediatiche, ma non ci si discosta molto dal linguaggio figurativo dei nostri antenati cavernicoli a cui va riconosciuta la priorità, dettata da necessità oggettive che ne evidenziano la notevole differenza. Ecco che un’immagine visiva associata a ciò che rappresenta può diventare un simbolo per affermare qualcosa e se ben studiata, come avviene nella pubblicità, avere una sua immediatezza. Nella storia dell’umanità il simbolo è stato sempre un segno di riferimento contestuale ben preciso nel bene e nel male.

Un simbolo rappresentato in un’immagine, considerato nel suo valore fenomenologico deve nella norma sollecitare o meglio stimolare le nostre capacità neuronali e relazionali trasmettendogli un messaggio ben preciso che può però essere anche contraddittorio e paradossale, in tale ottica cos’è il suo distinguo?

Nella mitologia classica il simbolo poteva avere anche una sua molteplicità di significati plasmabili a nostro piacimento nelle sue variabili storiche sociali, che nella storia dell’arte diventano una miniera inesauribile d’informazioni. Nella scienza ha invece un significato ben preciso, sappiamo tutti l’importanza che riveste nel linguaggio matematico, fisico e chimico in cui non sono ammesse deroghe o varianti allegoriche.

Passiamo ora all’uso che la politica fa del simbolo. Nella scheda elettorale l’uso del simbolo diventa una necessità oggettiva oltre che pratica e la lista dei simboli presentati dalle varie formazioni partitiche, che aspirano a un agognato risultato elettorale positivo, ne sono un eclatante esempio. Non basta ridurre tutto a una pura operazione di design, come si usa dire oggi e su cui si può anche essere d’accordo, ma stare a discutere sul significato di un simbolo, visto il trasformismo più sfacciato e deprimente che caratterizza l’aspirante classe politica sembra un puro diversivo dialettico vuoto di significato, a meno che non si abbia il coraggio o meglio la decenza di dire pane al pane e vino al vino e guardare al passato storico di tutti senza distinzione alcuna. Finiamola una volta per tutte di usare quest’antifascismo di facciata e a cui si ricorre solo quando fa comodo! Le carte si sono mescolate in vario modo, c’è chi si è accontentato di bere un sorso d’acqua Fiuggi per darsi un aspetto più decente, nonostante il passato storico dei suoi maestri, e chi ha spudoratamente accettato l’invito cortese di berne un sorso! Ora tutti gridano allo scandalo pontificando sul significato della fiamma, ma una fiamma è pur sempre una fiamma anche se tricolore che spira verso destra pur sapendo tutti che il vento che spira nei palazzi  della  politica  italiana  non  ha  una  direzione  ben  definita! Vogliamo appoggiarci all’antica fiamma del celebre verso dantesco di virgiliana memoria o a quella olimpica che la novella tedofora si onora di portare, siamo in democrazia o no? Il simbolismo delle specie botaniche, abbiamo visto cosa ha prodotto o ce ne dimentichiamo? Per non parlare di quelli che si son rifatti a simboli stellari che fanno venire in mente il famoso ritornello pubblicitario: …le stelle sono tante milioni di milioni ma…!

A mio modesto avviso credo sia più giusto accettare la definizione che Leonardo da Vinci dà della fiamma osservando una candela che brucia anticipando di alcuni secoli quanto affermerà Michael Faraday nel suo trattatello omonimo. Ci ostiniamo invece di dare a questo simbolo un significato allegorico e quindi politico, in tal caso mi sembra d’obbligo ritornare alla mitologia e vedere una novella Atena combattente, partorita dalla testa del padre Zeus. Sorge però spontanea la domanda: mica dalla testa di un ex ministro della difesa ?

Michele Vista
Michele Vista
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Un commento

  1. È vero che a Fiuggi hanno bevuto in molti la stessa acqua, ma un po’ di paura c’è in un momento critico della vita politica italiana, europea e mondiale: vedi est europeo e asiatico.
    Hai ragione a disquisire sul simbolismo e non vederci nulla di politicamente valido, ma personaggi che vivono ancora e che hanno subito durante il passato, possono nutrire qualche perplessità sulla necessità di mantenere quel simbolo.

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