Egemonie culturali… o asimmetrie politiche?

di asterisco

Un vittimismo dilagante ha da sempre caratterizzato la classe politica al governo, al di là del colore di cui si ammanta. Camaleontiche figure succubi di un passato, purtroppo a livello inconscio, presente nelle loro apparizioni e intasamenti mediatici a cui si affidano scioccamente in preda a veri e propri raptus ideologici su presunte egemonie culturali.

Sono queste invece le profonde asimmetrie di un modo di pensare non abituato al confronto dialettico, livori intellettuali inconcepibili, insofferenze verbali associate il più delle volte a un linguaggio violento, tipica reazione di chi ha sempre subìto pur di stare a galla, ben altre egemonie negli ultimi decenni.

Se le leggi della natura obbediscono alla simmetria nel significato proprio di proporzione tra le parti non accade lo stesso nei rapporti sociali in cui le diversità sono caratterizzanti, ma possono essere plasmabili attraverso una sana e corretta azione politica. L’idea nel suo significato originario è espressione di libertà, diversità, proiezione nell’infinito, nell’eterno di leopardiana memoria.

Siamo proprio sicuri che tali idee esistano? Sembra accada l’esatto contrario!

radionoff
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