Absit iniuria verbo. “Tertium non datur”

di Massimo D’Aleppo

Nella emergente crisi energetica che sta sconvolgendo la vita di ognuno di noi anche grazie a quello che i personaggi della scena politica del governo uscente, pur di rimediare una stentata conferma nella prossima legislatura, si affannano a decretare, ci lascia a dir poco allibiti. Unica certezza, ma tutta da dimostrare: esiste una destra e una sinistra!

La destra è unita nel parlar male della sinistra e guardandosi allo specchio ricorda la tanto amata fiaba di Biancaneve (non si capisce chi siano i sette nani o le sette sorelle di un non lontano passato)!

La sinistra è divisa nella sua fantasmagorica e inverosimile unità ma si fa paladina di una realtà una volta operaia, oggi ideale o più esattamente di lavoratori di cui non si capisce la differenza dai lavoratori schierati dalla parte opposta!

Due schieramenti articolati in vario modo ma che non possono a rigor di logica ammettere che possa esistere un terzo polo perché si tratterebbe solo di un’ammucchiata pazzesca o cagata di Fantozziana memoria! Nulla di nuovo sotto il cielo dunque se si parla di bipolarismo o vogliamo, caro elettore, scomodare i soliti paradossi semantici delle polarità multiple?

E dato che oggi parliamo tanto di energia elettrica, il cui trasporto necessita di un polo positivo e uno negativo, detto in soldoni, un terzo polo dove lo metteremmo? A te elettore l’ardua sentenza!

intervento
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