Absit iniuria verbo. Occorrerà ingoiare i semi di queste elezioni 2022

Quando il Cavaliere Silvio Berlusconi, come dice lui, decise di scendere in campo nella “politica italiana”, nel 1994, il Movimento Sociale Italiano (MSI) automaticamente divenne un movimento riabilitato e non più fascista poiché fu subito alleato con Forza Italia del Cavaliere.

Grande “miracolo” se si pensa che dal dopoguerra in poi la politica non aveva più visto gente che si dichiarasse di destra oltre all’MSI e ai Monarchici. I Liberali, che pure “sembravano di destra”, quando nel 1953 furono invitati a costituire con l’MSI e i con i Monarchici “La Grande Destra” rifiutarono di aderire e anzi presero le distanze da quei partiti che stavano fuori dell’arco costituzionale.

Non dimentichiamo che già nel 1946 al primo incontro dell’Assemblea Costituente tutti quei deputati che, in seguito saranno chiamati “Padri Costituenti”, corsero a occupare i banchi della sinistra e del centro perché nessuno voleva essere riconosciuto come di destra e infatti i banchi di destra rimasero vuoti finché non vennero occupati dai deputati dell’”Uomo Qualunque” di Giannini, che li occuparono proprio in segno di sfida. Ovviamente il grande consenso dei Democristiani, le adesioni per fede dei Socialisti e dei Comunisti finirono per convincere l’”italico popolino” che a destra “abitava il male” mentre a sinistra “regnava il bene” e sono riusciti a predicare ciò per oltre 50 anni.

A questo punto, per nostro divertimento, rifacciamoci un po’ alla storia senza voler scomodare l’antropologia e vediamo come destra significava “positivo” e sinistra “negativo”. Prova ne è il linguaggio che per definire “destrezza” si fa richiamo al termine destra come l’uso di tutti quei termini che stanno a indicare abilità e capacità. Invece considerando il termine “sinistra” riscontriamo l’uso dell’aggettivo come termine negativo: è un “tipo sinistro”, “ha uno sguardo sinistro”, “una sensazione sinistra”. Continuando il nostro gioco vediamo che la mano destra benedice, il braccio sinistro colpisce o assume un ruolo passivo come quello di ripararsi dai colpi della battaglia.

Queste ilari elucubrazioni le troviamo anche in altri idiomi. Per esempio in Inghilterra, dove la forma vale più di ogni sostanza, il giuramento viene fatto alzando la mano destra e non la sinistra.

Ma passiamo alle forme più usate a ogni latitudine e longitudine del Globo e vediamo che per buona educazione si deve “dare la destra” o se si vuole indicare l’importanza di una persona rispetto a un’altra si dice “è il suo braccio destro”. Anche la religione cristiana ci racconta che Gesù siede alla destra del Padre. L’islamismo, ad esempio, definisce la Pietra Nera della Mecca come la “mano destra di Allah sulla Terra”.

Al di là del faceto seriamente ricordiamo che la distinzione politico-filosofica tra destra e sinistra avvenne nel 1837 quando D. F. Strauss si qualificò come il capofila della “sinistra hegeliana” che si contrapponeva alla “destra hegeliana”.

L’Italia dopo l’Unità fu governata da quella che fu la “Destra Storica”, cioè gli artefici della politica imperniata sul rigore e sulla correttezza in campo istituzionale, amministrativo e fiscale.

Oggi questa o quella destra dopo tanto tribolare, guidata da una donna, ha raggiunto gli altari del Parlamento, osteggiata da tutti gli avversari politici (alleati compresi) anche dopo la clamorosa vittoria elettorale, anche oltre i confini nazionali dove le massime autorità politiche nel porle gli auguri (di rito) aggiungono vedremo se sarà matura per guidare l’Italia.

Tutti questi detrattori non hanno mai pensato che la donna si chiama “Meloni” e che, quando è maturo, la prova si può fare da ogni lato, tanto è sempre maturo.

Come se non bastasse a sua giustificazione, qualora i gufanti avversari avessero ragione della qualità acerba, corre in soccorso una famosa canzone napoletana che dice: “Se il melone è uscito bianco tu con chi te la vuoi piglia?”. Rassegnatevi, rassegniamoci ma per cinque anni mangeremo “Meloni” che certamente (mi auguro) sarà maturo.

Rude Clava
Rude Clava
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