Sciopero nazionale. Fiom Cgil: in piazza anche per Stellantis, politiche industriali e transizione energetica»

Si è svolto nella Camera del Lavoro Cgil di Lavello l’attivo delle delegate e dei delegati Fiom nello stabilimento Stellantis Melfi in vista della mobilitazione indetta da CGIL e UIL che culminerà il 1° dicembre con un presidio a Potenza davanti alla sede della Regione Basilicata.

“Lo sciopero – ha spiegato Giorgia Calamita, segretaria generale della Fiom Cgil Basilicata – è contro la legge di bilancio, insensibile all’impoverimento dei lavoratori e al futuro dei giovani, contro la riforma delle pensioni che peggiora notevolmente la situazione per le donne e per i giovani, aumenta l’età pensionabile e le retribuzioni delle pensioni attuali per la mancanza di indicizzazione. Denunciamo inoltre l’assenza di politiche industriali capaci di governare i processi della transizione energetica con investimenti capaci di salvaguardare il lavoro e l’occupazione, in primis nell’area industriale di Melfi. La crisi e la destrutturazione industriale dell’automotive – ha detto Calamita – sta raggiungendo situazione critiche nell’area industriale di Meli. Le trasferte e l’incentivo all’esodo sono diventati un problema serio per l’automotive, confermando il fatto che sono esuberi mascherati. La Fiom condanna tale atteggiamento di Stellantis che scarica sulla precarietà occupazionale e salariale i ritardi di investimenti che si sarebbero dovuti fare per affrontare la trasformazione e la transizione energetica ed ecologica. Una transizione che viene strumentalizzata dalle aziende per fare continuamente efficienza, così come nel passato, anziché investire e fare formazione e raccogliere le opportunità industriali che questa fase che si sta realizzando sta portando ad altre realtà e ad altri paesi europei. La Fiom CGIL, unitamente a tutti delegati, denuncia inoltre le mancate risposte che Stellantis aveva promesso di concretizzare. A fronte degli scioperi e a fronte delle riunioni nazionali, a oggi le condizioni di lavoro di salute e sicurezza rimangono critiche e irrisolte. Per questo confermiamo lo stato di agitazione e provvederemo ad informare gli enti preposti esterni affinché ci sia un intervento vero per garantire la salute e la sicurezza e il miglioramento delle condizioni di lavoro dentro le fabbriche. Tutto l’attivo conferma la necessità di uno sciopero generale che dovrà avere il coinvolgimento massimo dei lavoratori. Chiediamo l’apertura di un vero confronto con il governo e con le imprese necessario per cambiare passo e per rimettere al centro il lavoro e la dignità delle persone”.

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