Salari e diritti: la Cgil scende in piazza a Potenza il 17 novembre

Alzare i salari, investire nel sociale ed estendere i diritti contro una legge di Bilancio che non fa nulla per chi lavora, per chi studia, per chi è in pensione. Sono le motivazioni alla base dello sciopero di otto ore su tutto il territorio nazionale indetto dalla Cgil e dalla Uil il prossimo 17 novembre e che coinvolgerà i lavoratori e le lavoratrici della funzione pubblica, delle Poste, della scuola e della conoscenza e dei trasporti. A Potenza la Camera del Lavoro della Cgil sarà in presidio in piazza Matteotti insieme alle categorie provinciali Fp Cgil, Flc Cgil, Slc Cgil e Filt Cgil.

“Non fanno nulla per aumentare gli stipendi, solo le solite misure falcidiate dallʼinflazione – afferma il segretario della Cgil di Potenza unitamente ai segretari Giuliana Scarano (Fp Cgil), Paolo Fanti (Flc Cgil), Anna Russelli (Slc Cgil), Luigi Ditella (Filt Cgil) – Chiediamo sostegno al rinnovo dei contratti nazionali con la detassazione degli aumenti e risorse adeguate per la contrattazione nel pubblico impiego. Quanto alla sanità, all’istruzione e al welfare il governo Meloni continua a tagliare le risorse alla sanità e alla scuola pubblica, alla disabilità e alle politiche sociali. Chiediamo più investimenti e assunzioni,di rifinanziare le misure sulla non autosufficienza, sulla disabilità e sugli affitti. È necessario aumentare le risorse per il trasporto pubblico locale e il diritto allo studio”.

Sulle pensioni affermano: “Avevano promesso di “cancellare la legge Fornero” e invece la peggiorano, restringono la flessibilità in uscita (quota 103, Opzione donna, Ape sociale) e tagliano la rivalutazione delle pensioni in essere”.

Anche l’eliminazione del lavoro precario resta una chimera: “Reintroducono i voucher – affermano i segretari – e liberalizzano il lavoro a termine. Per il lavoro delle donne solo propaganda patriarcale. Nulla per la salute e sicurezza sul lavoro. Chiediamo di cancellare la precarietà, favorire il lavoro stabile e di investire sulla prevenzione. Sono inaccettabili misure del genere mentre non si fa niente per il fisco, tassando di più i salari e le pensioni rispetto ai profitti e alle rendite, ai grandi patrimoni, ai redditi alti. Incentivano l’evasione fiscale invece di combatterla. Chiediamo dunque un fisco progressivo, la tassazione degli extraprofitti e delle grandi ricchezze”. Infine le politiche industriali: “Tagliano gli investimenti pubblici, continuano con gli incentivi a pioggia alle imprese e rilanciano le privatizzazioni. Nessuna strategia a fronte delle tante crisi aziendali. Occorre invece un nuovo intervento pubblico per puntare sulla transizione ambientale e digitale, questo quanto più necessario in una regione come la Basilicata, afflitta dalla spopolamento e dall’isolamento infrastrutturale, dove l’uscita dal petrolio e la riconversione industriale è una via ineludibile per portare avanti la transizione ecologica e permettere alle nostre industrie di competere sui mercati nazionali e internazionali nel rispetto dell’ambiente e per il futuro dei nostri giovani, per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici”.

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