Rimodulazione del Pnrr e tagli alle periferie. Esposito: «Ennesimo scippo alle aree interne»

“La rimodulazione del Pnrr e la cancellazione di interventi per i settori più a rischio dal punto di vista della tenuta sociale del Paese, soprattutto le periferie, è l’ennesimo attacco al Sud del Paese. Ridurre i divari di genere, di generazioni, di territorio, era uno degli obiettivi del Next Generation Eu, ma nei provvedimenti contenuti nel piano di rimodulazione del Pnrr sembra ci sia l’intenzione non dichiarata di ridurre, a volte annullare, proprio quei progetti volti a ridurre quei divari”. A lanciare l’allarme è il segretario generale della Cgil di Potenza, Vincenzo Esposito.

“Se dovesse essere confermato il taglio al Pnrr di 123,30 milioni ai 302,78 destinati ai comuni della provincia di Potenza per la valorizzazione del territorio, la rigenerazione urbana, il rischio idrogeologico, il potenziamento dei servizi delle aree interne, le infrastrutture sociali di comunità e la tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano, ancora una volta ad essere penalizzate sarebbero le aree interne, che già fanno i conti con le annose criticità che riguardano l’isolamento e il calo demografico. Un isolamento – precisa Esposito – che non è solo infrastrutturale. I fatti di cronaca che negli ultimi giorni stanno riguardando le periferie delle grandi città del sud sono un monito oltre che un grido di allarme. Al degrado urbano corrisponde un degrado sociale e culturale che va arginato. E i fondi del Pnrr potevano essere un’occasione. Venuto meno l’obbligo per gli incentivi alle imprese di destinare il 40% al Mezzogiorno, cancellando le risorse per i beni confiscati dei Comuni e quelli per finanziare le ferrovie più periferiche, destinando le risorse ordinarie quasi esclusivamente al Nord, mentre al Sud vengono destinate solo quelle dei Fondi di coesione, che però dovrebbero essere utilizzate per ridurre i divari e non per l’ordinarietà – precisa il segretario della Cgil di Potenza – non si fa altro che condannare il Sud a rimanere indietro. Un disegno che si completa con il progetto di autonomia differenziata. Oltre al danno, dunque, la beffa. L’ennesimo scippo – conclude Esposito – che le Regioni del Mezzogiorno non dovrebbero accettare, unendosi in una battaglia che dovrebbe coinvolgere tutti, anche le Regioni del Nord, perché è solo con un’Italia unita, in cui tutti hanno lo stesso accesso ai diritti, che si possono vincere le sfide che il mondo e l’Europa ci pongono”.

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