Reazione e rifiuto degli Scapigliati a ogni regola letteraria e artistica

Lo scadere del tono letterario verso il languore e i l sentimentalismo del Prati e dell’Aleardi provocò una reazione in un gruppo di artisti milanesi, pittori e letterati, che vollero reagire al manierismo romantico e bor­ghese. Il Gruppo prese il nome di Scapigliatura e fu caratterizzato dal rifiuto di qualunque regola letteraria e di vita. I propositi di questi artisti sono spesso contraddittori e poco chiari. Da un lato coltivano il senso del divino, l’animazione della natura, il gusto del mistero, dall’altro vogliono accostarsi con più spregiudicatezza al mondo della realtà. Essi fanno intravedere quelli che saranno i motivi del decadentismo e del Verismo, ma manca loro la serietà dell’impegno e la chiarezza delle idee. L’avversione per il languido abbandono romantico spezza il lirismo. Il libero sfogo degli impulsi d’altra parte viene scambiato per sincerità e si ricercano con deliberazione situazioni fuori dalla norma e contrarie a ogni morale per darsi l’etichetta di anticonformisti. Il linguaggio è spesso scomposto e privo di una corretta struttura sintattica.
Gli esponenti più rappresentativi della Scapigliatura furono Arrigo Boito, Carlo Dossi, lginio Tarchetti, Giovanni Camerana, Emilio Praga.
La personalità di Boito fu fortemente romantica con un’ispirazione tragica e allo stesso tempo umoristica, che riprese il gusto dell’orrido, del macabro e del lugubre. Nel melodramma “Nerone” il Boito mostra una sensibilità decadente che si compiace della violenza e di passioni malsane. Lo scenario solito è quello di castelli in rovina, dcl menestrello sotto il balcone della donna amata, dello squallore delle tombe nel silenzio della notte rotto dall’ulare di famelici animali.
Carlo Dossi (1849- 1910), pseudonimo di Albert o Pisani, fu segretario di Francesco Crispi. Il romanzo autobiografico “Vita di Alberto Pisani” è il suo scritto migliore. Con raccolta e affettuosa malinconia l’autore ricorda la sua infanzia, che è un paradiso perduto, perché la vita è poi vissuta come in una prigione. “Le Note azzurre” sono state avvicinate allo Zibaldone del Leopardi, esse ci danno un quadro dei primi anni dell’unità di Italia, ravvivato da notevoli osservazioni psicologiche. Il Dossi ebbe uno stile molto ricercato .
Igino Tarchetti (1841-1869): la sua corrente è stata definita realismo romantico, perché fu cultore di un certo rigore nel descrivere situazioni che presentano elementi che non rientrano nella normalità. La sua è una spregiudicatezza che resta nelle intenzioni perché è vinta da una tendenza allo svenevole e alla facile commozione. Subì molto gli influssi di autori stranieri. Il romanzo “Una nobile follia” contesta la guerra; altri scritti sono “Racconti umoristici” e, di un certo rilievo, “Racconti fantastici”.
Giovanni Camerana (1845-1905) con la sua poesia preannunzia quella del Pascoli. La sua raccolta di versi ha una dolce vena di nostalgia. Emilio Praga (1839-1875) ha lasciato delle raccolte di poesie quali “Penombre”, “tavolozza”, ecc.

Luigi Pistone
Luigi Pistone
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