Programmi comunitari 2014-2020 Regione Basilicata. Cgil: «La clausola sociale non si tocca»

Si è svolta questa mattina a Potenza l’assemblea dei lavoratori che erogano alla Regione Basilicata il servizio di consulenza e assistenza tecnica sui programmi comunitari 2014-2020. All’assemblea, convocata dalle RSU, hanno partecipato anche i segretari Filcams CGIL Michele Sannazzaro e Filcom FISMIC Donato Rosa, le organizzazioni sindacali rappresentate in seno alla stessa RSU.

A meno di undici mesi dalla scadenza del contratto di proroga tra la Regione Basilicata e il RTI composto da Consedin Spa, DeloitteConsulting, PA Advice e Fleurs International che erogano il servizio di assistenza tecnica ai fondi comunitari, non è ancora stata avviata una nuova procedura di gara d’appalto sulla nuova programmazione 2021-2027. A questo si aggiunge la netta presa di posizione dell’Amministrazione regionale, per il tramite di alti dirigenti apicali, di non volere applicare nella futura gara alcuna clausola sociale a tutela dei lavoratori, circa 100, che oggi erogano il servizio.

A nulla sono servite diverse richieste di incontro più volte inoltrate alla Presidenza della Giunta Regionale, per ottenere un tavolo di confronto sul tema, sono tutti andati disattese.

Non è più il tempo di rinviare decisioni, è il momento che la politica si faccia carico di fare chiarezza rispetto al futuro di questa commessa, in tutta evidenza strategica per la stessa Amministrazione, e dei 100 lavoratori e delle loro famiglie.

La non applicazione della clausola sociale e il paventato spacchettamento del servizio metterebberoa serio rischio il mantenimento dei livelli occupazionali e contrattuali di questi lavoratori, che, nella migliore e più rosea delle ipotesi vedrebbero “riprecarizzato” il proprio lavoro.

In virtù di quanto sopra esposto l’assemblea ha chiesto a gran voce alla politica lucana di farsi carico delle istanze che giungono da questi lavoratori, e nello specifico: l’immediata convocazione di un tavolo tecnico in Regione propedeutico all’indizione della nuova gara d’appalto; che nella prossima procedura di gara sia previsto l’inserimento della clausola sociale prevista dalla norma nei casi di cambi di appalto, così come già successo in altre regioni e ministeri per lo stesso tipo di servizi e come, peraltro, previsto dalla legge Regionale 24 del 15 febbraio 2010 (di cui alla L.R. 11 del 29 giugno 2018); che vengano garantiti i livelli occupazionali e contrattuali vigenti; che non si proceda a spacchettamenti né macro né micro, che non avrebbero nessuna motivazione reale, né una convenienza e/o vantaggi generali ma che, anzi, potrebbero portare a serie ripercussioni economiche per gli stessi lavoratori e pregiudizi per il preminente interesse regionale.

L’assemblea dei lavoratori, inoltre, ha dato mandato alle RSU e alle organizzazioni sindacali di categoria di mettere in campo tutte le azioni possibili affinché le richieste vengano prese in adeguata considerazione da chi ha responsabilità decisionale, comprese le procedure che portino alla proclamazione dello stato di agitazione.

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