Otiti estive: attenzione al sale e al cloro

Le lunghe nuotate al mare o in piscina possono favorire le otiti estive, soprattutto nei più piccoli. Il problema, tuttavia, non è l’acqua in sé, bensì elementi irritanti in essa contenuti. Sale e cloro, provocando dermatiti e lesionando la pelle del condotto uditivo, possono favorire l’ingresso di funghi e batteri, provocando le otiti tipiche del periodo estivo. Il professor Pasquale Marsella, Responsabile dell’Audiologia e Otochirurgia dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, ci aiuta a capire di cosa si tratta, come possiamo evitarle ed, eventualmente, trattarle.

Le otiti estive sono infiammazioni che interessano per lo più l’ orecchio esterno, composto da padiglione auricolare e condotto uditivo esterno. Durante l’estate, in cui non si hanno raffreddori e l’orecchio è ben ventilato e privo di muco, il contatto con l’acqua può essere problematico. Il sale e il cloro, infatti, a causa delle frequenti balneazioni, possono ristagnare e irritare la pelle, creando una dermatite del condotto uditivo esterno. Se si estende a strati più profondi, può portare a otite esterna.

Il problema risiede nel fatto che, quando ci facciamo la doccia, non sciacquiamo nella maniera corretta il condotto uditivo esterno, come invece facciamo con il resto del corpo. Quando poi l’acqua evapora, rimangono cristalli di sale o residui di cloro che irritano la pelle e rompono lo strato corneo. In questo modo è più facilmente favorito l’ingresso di funghi e batteri che portano a infezioni e, di conseguenza, a otiti esterne batteriche o micotiche. L’otite esterna è estremamente dolorosa: la dermatite, infatti, se diventa profonda crea pericondrite, infiammazione del pericondrio, membrana di rivestimento della cartilagine, ricca di vasi e di nervi.

Per quanto le otiti estive possano capitare anche agli adulti, nei bambini sono più diffuse in quanto la loro pelle è più delicata, le balneazioni più lunghe e frequenti e i lavaggi sono meno accurati.

Le otiti medie acute, anche dette otiti invernali, a differenza di quelle estive, interessano l’orecchio medio, ovvero quella parte compresa tra l’orecchio interno e la membrana del timpano. Il timpano è collegato con la cavità rino-faringea, e quindi con l’esterno, tramite la tuba di Eustachio. È facile che questo condotto, soprattutto nella stagione invernale quando abbondano i raffreddori, permetta la risalita, dal naso verso l’orecchio medio, di germi insieme al muco. Ne deriva infiammazione che dà luogo a otiti medie, mucose o purulente, che possono addirittura portare alla perforazione del timpano. Anche l’otite media è molto dolorosa in quanto, proprio il muco o il pus contenuti nell’orecchio, spingono e fanno pressione sul timpano, creando dolore acuto.

Per evitare l’insorgenza delle otiti estive è fondamentale risciacquare accuratamente il condotto uditivo. Per rimuovere residui di sale e cloro, sarà sufficiente utilizzare acqua dolce, senza disinfettenti particolari, asciugandosi al sole o con asciugacapelli, evitando asciugamani o cotton fioc che possono creare lesioni. Lo sfregamento della pelle con vari strumenti, infatti, può creare graffi e infiammazioni. I tappi auricolari indossati durante il bagno non possono prevenire le otiti estive, anche perché non sono del tutto impermeabili: fanno entrare acqua, ma non ne permettono l’uscita. È preferibile lasciare l’orecchio libero.

Il trattamento delle otiti esterne consiste nel lavaggio disinfettante del condotto, con instillazione di gocce antimicotiche se si tratta di funghi o antibiotiche se si tratta di batteri. Se la dermatite, per cui basta un trattamento locale, evolve in cellulite, ovvero infezione del sottocute, bisogna assumere antibiotico per bocca.

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