Navigare a vela o controvento…nell’oceano dell’ignoranza?

di asterisco

Nella mediocritas (non certo aurea) che contraddistingue la classe politica nostrana è divenuta una moda lo scrivere libri, autocelebrazioni più che autobiografie in senso lato, contrapposte ad altri scrivani che aspirano a far parte della medesima fauna. La caratteristica di fondo che li accomuna, se per qualcuno è solo frutto di un’aberrazione ottica dovuta a una patologia oftalmica, per altri è il ritenersi uno statista di valore poiché è stato chiamato a occuparsi della res publica, veleggiando e con l’ambizione di cambiare la storia.

Quel che appare nella maniera più disdicevole è il disprezzo assoluto per la storia e la marchiana ipocrisia che ne è alla base. Acrobazie spettacolari fornite, cosa strana, sempre in occasione di ricorrenze celebrative fondanti della nostra repubblica nata dall’antifascismo, volenti o nolenti i numerosi sciacalli mediatici che pullulano a dismisura l’etere televisivo, navigando e cambiando casacca a seconda del vento, nel mare tempestoso della storia. Pusillanimità mascherate in vario modo non avendo mai avuto il coraggio di affermare quel che si pensi di fronte al giudizio della storia che non ammette deroghe.

Dopo settantacinque anni ancora prevale un vittimismo di una certa destra nostalgica, tipicamente italiota, che però inconsciamente si ritrova persino in altri schieramenti parlamentari veleggianti con manie imprenditoriali nate in tempi più recenti all’insegna del prefisso anti ma solo per puro interesse personale. I fatti storici dimostrano il senso della storia, così come quel che sta avvenendo oggi nel mondo, anziché perdersi in discorsi vuoti, paradossali e amplificati con assurde pubblicazioni!

radionoff
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