“Melonismi” o patologie infantili della politica?

di asterisco

Nel confuso e ingannevole mondo dei media, immagini e parole sembrano, se ben analizzate, focalizzare al meglio l’infimo livello a cui  si è arrivati nella pretesa di fare attività politica. Essere consapevoli delle responsabilità che figure istituzionali debbano tenere nel debito conto, non è cosa da poco, quel che accade invece è tutt’altro!

È ancora più pericoloso e avvilente il cavalcare un vittimismo di facciata o peggio giustificare, come risposta alle provocazioni, alcuni comportamenti  di chiaro stampo squadrista. Usare parole forti, come rimproverare l’opposizione di voler innescare una guerra civile, quando ci si circonda di figuri che con le loro incontinenze verbali fanno salire in maniera esponenziale la soglia di sopportabilità, e di fronte a un risultato elettorale eloquente, si ha la netta sensazione che manchino le qualità per una politica assennata.

Un capo di governo di uno stato fondatore dell’Unione europea ha tutto il diritto e il dovere di agire, invece di specchiarsi in una realtà virtuale condita di litanie mediatiche, vestendo abiti ambigui secondo una liturgia patriottica che nel mondo contemporaneo non porta da nessuna parte! Non corra con le sue schiere dietro il motto romano “per aspera ad astra” si adegui invece al verso dantesco: “E quindi uscimmo a riveder le stelle” qualora voglia rimanere nel campo gravitazionale terrestre e politico!

radionoff
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