L’uomo di oggi: novello Prometeo o novello Dedalo?

Nella società moderna in cui si ha la sensazione di vedere un mondo alla rovescia, torna attuale quanto osservava il genetista John B.S. Haldane nel 1924, ottimista oltre che fiducioso nel progresso delle scienze, confrontando le due celebri figure della mitologia greca. Prometeo, che regala agli uomini il fuoco e con esso tutte le sue potenzialità quasi a dispetto di una qualsiasi divinità, ci appare come un inventore sia esso un chimico o un fisico ma se tutte le invenzioni fisiche e chimiche sono una bestemmia, quelle biologiche rappresentano una perversione. Dedalo più vicino a uno scienziato moderno non teme invece gli dèi e riconosce alla scienza la possibilità di garantire la sopravvivenza dell’umanità così come la sua autodistruzione e la vicenda di Icaro ne è la testimonianza.

Agli inizi del secondo millennio l’intera umanità sembra aver dimenticato le tragedie di un recente passato, inebriata da un benessere effimero che crede di poter mantenere a qualunque costo. La deterrenza che poteva assicurare l’energia nucleare, nonostante l’irresponsabilità politica dell’uso della bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki, sembra aver fatto il suo tempo. La guerra convenzionale è tornata in auge, domina l’assuefazione con il risultato univoco di migliaia di vittime civili da tutte le parti. L’uomo pare voglia emulare gli sconvolgimenti tellurici e vulcanici della Natura che hanno una loro necessità geologica, non certo analoga al distruggere per poi ricostruire, ignorando la limitatezza della sua presenza sul nostro pianeta.

 L’uomo rimane sempre la bestia più feroce che esista e oggi più che mai, poiché non vuol rendersi conto della complessità del mondo in cui vive annichilendosi inconsciamente in un egoismo pusillanime, sballottolato in un oceano di parole e solo parole: cambiamento climatico e crisi energetica, riciclaggio e riconversioni industriali, sostenibilità ambientale, epidemie e pandemie, fame e povertà, che alimentano un sottobosco sociale di violenze a qualunque livello. La stessa solidarietà sembra solo una maschera ipocrita che copre lo sfruttamento all’insegna del dio danaro!

Dilemma esistenziale: per sopravvivere l’uomo cosiddetto moderno dovrà assumere le sembianze di Prometeo o di Dedalo?  Ci sembra lecito chiedere lumi all’intelligenza artificiale, oppure, nel rispetto del sapere illuminista, all’intelligenza umana?   

Michele Vista
Michele Vista
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