Libri da leggere. “Il pianoforte di Einstein. Vite e storie in bilico tra Firenze, Europa e America”

Ogni oggetto ha la sua storia, ma se si associa a una figura come Albert Einstein può fornire lo spunto, e il sottotitolo ne è la conferma, per l’appassionata e scrupolosa ricerca fatta dagli autori nel mettere assieme l’immensa mole di testimonianze e documenti in proposito e per di più riferita ad un periodo denso di avvenimenti quale la prima metà del ventesimo secolo.
L’oggetto in questione è un pianoforte a coda Blüthner, costruito a Lipsia nel 1899, donato da Einstein alla sorella Maja nel 1931, che fa bella mostra di sé nella sala centrale della biblioteca dell’Osservatorio Astrofisico di Arcetri dal 2016, che lei lasciò nel 1939 al pittore e musicista Hans Joachin Staude, grande amico ed assiduo frequentatore della grande casa colonica di Quinto nella campagna fiorentina ai piedi di Monte Morello, quando fu costretta a lasciare Firenze a causa dell’emanazione delle leggi razziali e trasferirsi a Princeton dal fratello Albert. La grande passione per l’arte ed in particolare per la musica è stata una componente di primissimo piano e di una forte coesione per Albert, nelle sue visite in Italia, con la sorella Maja, rafforzata ancor più dalla scelta di quest’ultima di vivere in una terra come quella toscana, così ricca di un patrimonio storico artistico e culturale che non poteva certo non attrarre la loro spiccata sensibilità assieme alle loro molteplici relazioni sociali ed amicali a Firenze con le assidue frequentazioni del Convento di San Francesco a Fiesole, o contatti sia in Europa che oltreoceano e in un contesto costellato da tragici eventi quali il nazifascismo (di estrema importanza la vicenda
dell’eccidio del Focardo per comprendere la ferocia e barbarie delle leggi razziali).
E’stato possibile in tal modo da parte degli autori fornire una ricostruzione storica in senso lato più che biografica dei personaggi, suscettibile di ulteriori e future ricerche. Credo sia molto efficace riportare quanto afferma nelle pagine iniziali Jacopo Staude alla cui generosità spetta il merito di aver voluto affidare il famoso pianoforte ad una prestigiosa sede quale l’Osservatorio di Arcetri: “Questo libro ci fa rivivere un’epoca del secolo scorso, in cui a Firenze, in Italia, in Europa le cose belle e le cose vere erano tenute in gran conto da molte persone. Dedicavano a queste cose il loro presente, le loro giornate, e quando s’incontravano nasceva da questo modo di vivere la loro amicizia. Si può dire che era un modo di vivere semplice, in un certo senso anche ingenuo; forse proprio per questo a noi oggi vien fatto di pensare che la loro vita era più bella”.

Marco Ciardi – Antonella Gasperini – “Il pianoforte di Einstein. Vite e storie in bilico tra Firenze, Europa e America” – Ulrico Hoepli Editore – Milano, 2021-11.

Michele Vista
Michele Vista
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