L’attualità della chimica e l’importanza della sua storia

Si è svolto nei giorni scorsi nel Dipartimento di Scienze dell’Università della Basilicata il XIX Convegno Nazionale di Storia e Fondamenti della Chimica la cui organizzazione è stata curata con diligenza dal Prof. Maurizio D’Auria, docente nell’Ateneo lucano, e suoi collaboratori. Il tema scelto è stato nella prima parte del convegno dedicato al ruolo che la Chimica ha nel contesto della società attuale riferito alle problematiche ambientali ed energetiche e in prospettiva quali possibili soluzioni tale disciplina può suggerire.

Il Prof, Luigi Campanella ha tracciato con grande efficacia il rapporto che la Chimica deve avere con i cambiamenti climatici che mettono in gioco la stessa sopravvivenza dell’uomo. Occorre seguire un percorso, utilizzando al meglio le risorse economiche disponibili, che abbia come traguardo la salute di noi tutti attraverso l’integrazione e la cooperazione fra i differenti comparti della società: dall’agricoltura all’alimentazione, dai trasporti all’urbanistica ma sempre con interventi che abbiano la priorità ambientale    come    distinguo    e    con    particolare    riferimento all’educazione e formazione dei giovani in ambito universitario.

Della transizione energetica con le sue notevoli conseguenze in campo economico e politico ha parlato il Prof. Vincenzo Balzani nel suo intervento descrivendo in maniera esaustiva l’uso che l’uomo nel corso dei secoli ha fatto dell’energia così come nella ricerca delle sue fonti. Scoprendo il dono, secondo il mito di Prometeo, del fuoco e quindi della combustione di sostanze che poteva trovare sul pianeta Terra: legno, carbone, petrolio e gas naturale, che noi chiamiamo combustibili fossili e fino ad oggi hanno costituito la fonte energetica primaria destinata ben presto ad esaurirsi. Negli ultimi decenni l’utilizzo indiscriminato di tali risorse ha generato sostanze dannose sia per l’ambiente che per la nostra salute: il cosiddetto cambiamento climatico di cui tanto si parla. Si tratta di ricercare nuove fonti energetiche primarie disponibili in natura ma rinnovabili quali acqua, vento e sole che diano la possibilità di fare le varie trasformazioni energetiche di cui abbiamo bisogno: energia elettrica, termica e meccanica. Occorrerà ricercare nuovi materiali disponibili sul nostro pianeta, non disponibili dappertutto, che possano essere anche riciclati con efficienza mettendo a punto nuove sostanze e la Chimica potrà essere di grande aiuto. Dobbiamo convivere tutti, se vogliamo sopravvivere, su questo pianeta che può a ragione definirsi l’Astronave Terra e visto il sostanziale fallimento dell’energia nucleare, collaborare e vivere in pace se lo vogliamo.

Sulla dismissione del Petrolchimico di Marghera e la possibilità della creazione di un polo di Chimica verde si è invece incentrata la relazione del Prof. Emerito Ferruccio Trifirò che ha fatto un’analisi storica dettagliata di quanto sia stato fatto nell’industria chimica di base. I problemi che può aver determinato sia nella responsabilità d’inquinamento ambientale che nel suo contesto sociale ed economico non si possono ignorare. La Chimica   verde oggi offre la possibilità di trovare soluzioni soddisfacenti in tali contesti, basandosi su quella che si definisce chimica di formulazione e chimica fine.

Altri interventi e comunicazioni di analogo interesse hanno riguardato aspetti che la scienza chimica nel suo divenire storico presenta. Concetti fondamentali come lo sviluppo della teoria dei fenomeni capillari da parte di Laplace e la comprensione dell’affinità chimica o attrazione molecolare che riguarda tutti i fenomeni chimici, così come l’intuizione di concetti che riguardano il disordine e caos ed il moto degli atomi che si ritrovano nel De rerum natura lucreziano. Considerazioni che sembrano anticipare aspetti della moderna Fisica e Chimica-Fisica nella spiegazione dei fenomeni atomici e che sono l’oggetto della Dinamica non-lineare nella Cinetica chimica o del Principio di Indeterminazione della Fisica Quantistica.

Spunti particolari hanno invece riguardato considerazioni sulla sicurezza nell’industria chimica partendo dallo studio di un potente e particolare esplosivo come l’oro fulminante.

I molteplici aspetti della scienza chimica sono stati ripercorsi anche attraverso lo studio della personalità di figure di spicco come Mario Betti e i suoi rapporti con la Chimica Organica, famosa e d’importanza notevole la reazione che porta il suo nome (riguardante la sintesi di derivati eterociclici basata sulla condensazione dei naftoli con aldeidi) e successivamente con la Stereochimica.

Interessante infine lo studio riguardante l’atteggiamento di personaggi come Justus Von Liebig e in epoca successiva, dell’italiano Francesco Pannaria di fronte a una disciplina medica particolare quale l’Omeopatia.

Un’ultima notizia riguarda la pubblicazione degli Atti del convegno a cura del Gruppo Nazionale di Fondamenti e Storia della Chimica che verrà fatta si spera in tempi brevi.

Michele Vista
Michele Vista
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