Iran, arrestata l’attrice Taraneh Alidoosti: sostenne le proteste senza velo

Era detta disposta a pagare “qualsiasi prezzo” un mese fa pur di rimanere in Iran a sostenere le manifestazioni in corso da tre mesi che chiedono la fine della Repubblica islamica. E alla fine, anche a Taraneh Alidoosti, una delle più famose attrici iraniane, è toccato il destino di essere arrestata nella sua abitazione a Teheran dopo una perquisizione effettuata dalle forze di sicurezza, a lei come ormai a diverse personalità pubbliche iraniane. Secondo Bbc in farsi e Radio Farda, non è noto dove sia stata portata. L’agenzia Tasnim ha riferito che è stata arrestata per aver “pubblicato contenuti falsi e distorti e incitato al caos”. 

Secondo l’agenzia di regime Irna, Alidoosti è stata imprigionata una settimana dopo aver fatto un post su Instagram in cui esprimeva solidarietà con il primo uomo condannato a morte accusato di aver partecipato alle manifestazioni di protesta che stanno scuotendo tutto il Paese. Irna ha anche affermato che diverse altre celebrità iraniane sono state “convocate dall’organo giudiziario per aver pubblicato contenuti provocatori”, senza specificare ulteriori dettagli. Nel suo post incriminato, l’attrice 38enne aveva dichiarato: ”L’Iran ha giustiziato un manifestante, un ragazzo di 23 anni arrestato, processato e ucciso in meno di due mesi. Si chiamava Mohsen Shekari. Ogni organizzazione internazionale che assiste a questo spargimento di sangue senza agire, è una vergogna per l’umanità”. Dopo poche ore dalla notizia del suo arresto il profilo Instagram dell’attrice, che contava 8 milioni di follower, è risultato inaccessibile.   

Classe 1984, originaria della capitale, Alidoosti ha lavorato con alcuni dei maggiori registi iraniani: nel 2016, è stata co-protagonista del film premio Oscar ‘Il cliente’ (2016) di Asghar Farhadi, che l’ha diretta in altri film drammatici. Da menzionare la sua recitazione in Shirin di Abbas Kiarostami, del 2008, e quest’anno il film ‘I fratelli di Leiyla’, in cui è diretta da Saeed Roustaee, pellicola presentata in concorso allo scorso Festival di Cannes. Tra il 2015 e il 2016, infine, è stata tra i protagonisti di una fortunata serie Tv in Iran, ‘Shahrzad’.    

Sul suo profilo Instagram, con 8 milioni di follower, l’attrice aveva denunciato fin da subito il caso di Mahsa Amini (nella foto), che ha fatto scattare il vasto movimento di protesta tre mesi fa: è del 16 settembre, primo giorno di manifestazioni, il post con cui riporta la morte della ragazza di origine curda, finita in coma mentre era in custodia della polizia morale e morta tre giorni dopo il suo arresto per non aver indossato correttamente il velo.

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