Non passa giorno che non si senta, da parte dell’esperto di giornata intervistato dall’adepto informatore, parlare all’insegna della cripticità. Si ha la netta sensazione di sfogliare il Mutus liber, celebre testo alchemico pubblicato in Francia nel 1677, che riportava solo e soltanto immagini, donde il titolo, per illustrare la Grande Opera, mito dell’alchimia.
Poiché le reiterate sceneggiate dei politici hanno raggiunto un punto apicale insopportabile, la cosiddetta informazione brancola in ambiti più disparati e in un labirinto di parole e acronimi: dal fascio laser a confinamento inerziale (ICF) al virus sinciziale (RSV), solo per dirne alcuni. Sembra più logico consultare la Smorfia e correre al più vicino banco lotto!
Come riconoscere i sintomi influenzali, dilemma amletico del nostro tempo, nell’ambaradan dei virus: è più fortunato chi se ne becca uno solo tradizionale, leggi ormai Covid, o chi pure l’altro proveniente dalla terra dei canguri? E non si dica che ce ne sarà anche un altro presto, forse marsupiale? Quale problema? La soluzione? Allora a cosa servono i tamponi? Vogliamo avere fiducia, una volta per tutte nella scienza?

