I due bulli

Aveva bisogno di un alleato per superare la barriera di ingresso in Parlamento e l’ha trovato. Non solo, ma lo ha anche eletto capitano. A Calenda non è parso vero e ha cominciato subito a sparare cazzate, quelle che Renzi non avrebbe mai sparato. Sembra abbia accettato, se non suggerito, Calenda quale responsabile delle elezioni sapendo di bruciarlo per poi papparsi il consenso.

In definitiva a Renzi interessavano i voti utili per approdare alle Camere, e con l’alleanza lo avrà, se poi Calenda farà, come sta facendo, brutte figure, meglio ancora.

Fra i due bulli, quello romano e quello toscano, il secondo ha più esperienza e intelligenza, non solo politica.

Meloni rischia solo di implodere per vanità. Letta lavora alacremente perché vinca e i suoi alleati di centro destra non hanno uno l’età e l’altro la capacità per frenarla. Dovrebbe solo, per vincere, evitare di credersi già vincente e parlare di meno, perché ormai ogni cosa detta può solo danneggiarla, e farà un figurone.

Il dopo sarà davvero interessante, del tipo: riusciranno i nostri soliti eroi di centro sinistra a ribaltare il risultato elettorale, con uno dei loro migliori, tecnico o no che sia, delegato direttamente dal padreterno ovvero deus ex machina d’occasione?

Letta/Pippo Franco -la somiglianza è notevole e non solo per l’aspetto, ma per le capacità comiche- è l’emblema della mancanza di idee.

Le idee….

Periodo nero per le idee, proprio quando ce ne sarebbe un bisogno cane.

Suggerimenti per i santini:

a Salvini aggiungerei una bella briciola di qualcosa ai margini della bocca.

A Letta i pantaloni all’inglese.

A Berlusconi uno dei cappelli di Albano.

A Calenda la maglietta della Roma per metà e della Lazio per l’altra metà.

A Di Maio un bastone con pomello d’oro.

A Conte una T-shirt.

Dice ma cosa vuoi dire? Ma che ne so, è che ho bisogno di qualcosina di dolce. Ambrogio cosa abbiamo in frigo?

– È vuoto, ci hanno tolto la corrente.

Luciano Petrullo
Luciano Petrullo
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