I benefici del mirtillo

Il mirtillo, sia rosso, sia nero, è un alimento gustoso e fresco che può fornire numerosi benefici per la salute. Abbiamo chiesto a Elena Dogliotti, biologa nutrizionista e supervisore scientifico per Fondazione Umberto Veronesi, di illustrare le sue proprietà benefiche, accertate o presunte.

I mirtilli sono una fonte di composti preziosi tra cui vitamine (A, D ed E), acido folico, minerali (ad esempio fosforo, potassio e magnesio) e acidi organici (idrossicinnamico e acidi idrossibenzoici). Inoltre, sono un’importante fonte di polifenoli, composti bioattivi come i flavonoidi tra cui flavonoli, flavanoli e antociani. Nei mirtilli si trovano cinque tipi di antocianidine differenti che hanno forti proprietà antiossidanti e sono spesso indicate come responsabili dell’attività biologica dei mirtilli e dei loro potenziali benefici per la salute umana. Tuttavia, il contenuto di antociani può variare a seconda della specie in un intervallo di 93–235 mg/100 g di mirtilli. I succhi e i concentrati permettono di assumere più polifenoli rispetto ai frutti freschi, ma con un maggior contenuto anche in zuccheri semplici e un minor contenuto di fibra.

Oggi è possibile affermare che, in generale, un’assunzione giornaliera moderata di mirtilli – circa un terzo di tazza, corrispondente a 50 mg di antociani – possa avere effetti positivi sull’uomo. In particolare, ci sono abbondanti prove epidemiologiche per gli effetti cardioprotettivi di mirtilli e antocianine e qualche evidenza non confermata per i loro benefici nella visione umana. Anche per quanto riguarda le funzioni cerebrali e la memoria vi sono diverse prove cliniche, ma poche prove epidemiologiche. È noto che gli effetti antinfiammatori, antiossidanti e vasoprotettivi dei componenti del mirtillo contribuiscano insieme a regolare il metabolismo del glucosio nei tessuti insulino-sensibili. Questo ha implicazioni in molteplici aspetti correlati con un invecchiamento “sano”. In particolare, gli effetti positivi dei mirtilli sui biomarcatori antinfiammatori sono supportati da evidenze su cellule e modelli animali, ma anche in studi osservazionali e clinici. Tali effetti sembrano dipendere anche dall’azione sul microbiota del colon, altro importante oggetto di studio su questo argomento che necessita di ulteriori indagini.

Sebbene il consumo di mirtilli rossi (Vaccinium macrocarpon) sia stato ampiamente raccomandato per prevenire le infezioni delle vie urinarie e per il sollievo dei sintomi, l’attività preventiva delle infezioni delle vie urinarie da parte del mirtillo rosso non è ancora del tutto provata. Sono stati condotti numerosi studi clinici, tra cui alcune metanalisi recenti: diversi studi hanno dimostrato un effetto protettivo del mirtillo rosso contro le infezioni delle vie urinarie, mentre altri non hanno riscontrato effetti significativi. Questa attuale controversia sui risultati contrastanti dell’efficacia clinica e dei costi degli integratori di mirtillo rosso è stata attribuita a diversi prodotti e dosi a base di mirtillo rosso in commercio, nonché alla mancanza di un protocollo sistematico per la selezione dei soggetti e dei test clinici.

I valori nutrizionali del mirtillo nero e rosso sono molto simili, con meno zuccheri e più fibra nel rosso rispetto al nero, ma la varietà rossa non è tipica del nostro territorio. Il mirtillo rosso è ricco di diversi gruppi di flavonoidi, in particolare proantocianidine, antocianidine e flavonoli, insieme ad acidi fenolici e benzoati. Tra i possibili meccanismi alla base degli effetti protettivi dei mirtilli rossi contro le infezioni delle vie urinarie vi è la capacità dei polifenoli del mirtillo rosso di agire come agenti antiadesivi, utili nel prevenire e inibire l’adesione dei patogeni ai recettori delle cellule uroepiteliali, che sembra essere un passo importante nella patogenesi di queste infezioni. I batteri probiotici e l’utilizzo dello zucchero D-mannosio, un saccaride anch’esso con funzioni anti adesive, sono considerati altre terapie interessanti nella prevenzione e nel trattamento delle infezioni delle vie urinarie. Inoltre, vengono proposte anche delle combinazioni di mirtillo rosso con alcuni ceppi probiotici e con D-mannosio in contemporanea. I mirtilli neri sono ricchi di antociani, così come i mirtilli rossi, ma la loro efficacia come adiuvante nella prevenzione o nel trattamento delle infezioni delle vie urinarie è ancora dubbia e poco chiara.

Solo pochi studi in vitro hanno testato l’effetto degli antociani contro ceppi uropatogeni di Escherichia coli isolati dalle urine di pazienti umani con diagnosi di infezione delle vie urinarie, e solo uno contro Pseudomonas aeruginosa. Sebbene questi risultati appaiano promettenti, i ricercatori devono ancora trovare la serie di agenti patogeni suscettibili. Pertanto, è attualmente di interesse valutare l’attività antibatterica degli antociani del mirtillo, non solo contro i patogeni di origine alimentare, ma anche contro i ceppi batterici associati alle infezioni delle vie urinarie. Inoltre, risultati promettenti simili sono stati ottenuti nel caso di altre bacche diverse dai mirtilli rossi come la pianta arbustiva Aronia melanocarpa. Gli estratti di antociani potrebbero essere adiuvanti o alternativi agli antibiotici sintetici, perché contengono combinazioni dinamiche di sostanze fitochimiche bioattive che potrebbero combattere la resistenza agli antibiotici. I risultati attuali mostrano che miscele complesse di estratti di mirtillo hanno una migliore efficacia antibatterica contro Salmonella e Campylobacter pilori rispetto ai singoli composti, probabilmente grazie a effetti sinergici tra i fitochimici. Pertanto, sembrerebbe giustificabile studiare miscele di antocianine complesse, anziché composti purificati.

Un recente studio, pubblicato sulla rivista Nutrients, suggerisce che la supplementazione con mirtillo riduca il rischio di demenza, proteggendo dal declino delle funzioni cognitive. Lo studio è interessante perché confermerebbe risultati ottenuti sugli animali e in studi osservazionali. Il consumo di mirtilli sembrerebbe, dunque, fornire un vantaggio in soggetti sovrappeso con inizio di declino cognitivo agendo sia sulle funzioni cerebrali sia su aspetti metabolici come la sensibilità all’insulina. Sarebbe rilevante verificare anche il ruolo di eventuali effetti sul microbiota di tale consumo visti gli interessanti dati riguardanti l’asse intestino-cervello.

Fonti:

Effects of a Supplement Containing a Cranberry Extract on Recurrent Urinary Tract Infections and Intestinal Microbiota: A Prospective, Uncontrolled Exploratory Study, Journal of Complementary and Integrative Medicine, 2022 

Non-antibiotic treatment of acute urinary tract infection in primary care: a qualitative study, British Journal of General Practice, 2022

Cranberry: Chemical Composition, Antioxidant Activity and Impact on Human Health: Overview, Molecules, 2022

Recent Research on the Health Benefits of Blueberries and Their Anthocyanins, Advances in Nutrition, 2020

Anthocyanins in Blueberries Grown in Hot Climate Exert Strong Antioxidant Activity and May Be Effective against Urinary Tract Bacteria, Antioxidants, 2020 

Berry polyphenols metabolism and impact on human gut microbiota and health, Food&Function, 2020

Blueberry Supplementation in Midlife for Dementia Risk Reduction, Nutrients, 2022 

Antioxidant and anticancer properties of berries, Critical Reviews in Food Science and Nutrition, 2018

The blackberry fruit: a review on its composition and chemistry, metabolism and bioavailability, and health benefits, Journal of Agricultural and Food Chemistry, 2012 

Anti-inflammatory and wound healing properties of polyphenolic extracts from strawberry and blackberry fruits, Food Research International, 2019 

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