Farmacie…supermarket o galenomarket?

Notizie contraddittorie diffuse su tutti i giornali e sulla rete danno ampio spazio alla carenza nelle nostre farmacie di vari medicinali, creando come al solito allarmismi ingiustificati invece di cogliere l’occasione per educare il cittadino ad un uso, secondo le necessità, più appropriato nell’acquisto di farmaci.

Oggi la rete internet fornisce in ambito farmacologico molte sostanze, e con la moda del fai da te ognuno può procurarsi il farmaco occorrente, che quasi si auto prescrive, senza l’aiuto del medico. Una volta quando il farmacista faceva il farmacista, e non un comune rivenditore di farmaci, le cose andavano diversamente, si chiedeva il suo consiglio o la preparazione di un preparato (farmaco galenico) che tuttora per legge ogni farmacia dovrebbe essere in grado di fornire. Nelle vecchie farmacie facevano bella mostra i vari albarelli e vasi in maiolica contenenti le diverse sostanze da usare nel laboratorio per le preparazioni officinali o medicali.

Ci dicono che molti prodotti d’uso pediatrico in questi tempi di epidemie influenzali scarseggiano, ad esempio sciroppi per la tosse ed antipiretici, e visti i costi esorbitanti che le varie multinazionali impongono su tali prodotti da banco, se le stesse non sono in grado di fornire, l’Istituto Farmaceutico Militare potrebbe benissimo produrre uno sciroppo classico per la tosse a prezzi competitivi e forse ancora più efficace di quelli che le industrie farmaceutiche mettono sul mercato. Basti guardare le tante campagne pubblicitarie in proposito: tosse secca e tosse grassa, azione espettorante e sedativa ecc. per rendersi conto del marketing in corso con gli esorbitanti profitti che ne derivano.

Nel servizio sanitario nazionale è poi previsto il farmaco detto generico in riferimento al suo principio attivo con un costo contenuto ma anche in questo caso sembra si sia andati incontro ad una carenza nelle forniture. Non riusciamo a capire quanto oggi accade ed è fin troppo evidente l’interesse economico alla base.

Per evitare che simili situazioni si verifichino, non sarebbe più opportuno che il buon farmacista ritornasse ad usare la tradizionale bilancia omonima o per lo meno a sfruttare le molteplici possibilità che la moderna tecnologia è in grado di offrire, conoscenza chimica e di laboratorio permettendo?

Michele Vista
Michele Vista
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