«È evidente uno squilibrio di genere»

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Pari Opportunità Uilm Basilicata

Stando alla relazione annuale delle convalide dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, nel 2021 le convalide complessive adottate su tutto il Territorio Nazionale sono state pari a 52.436; di queste ben 37.662 si riferiscono a richieste pervenute da donne e 14.774 da uomini: un dato oggettivo che conferma un evidente quanto radicato squilibrio di genere. Il 77% delle convalide riguarda lavoratrici e lavoratori di età compresa fra i 29 ed i 44 anni; di cui inoltre il 60,3% delle richiedenti ha 1 figlio, il 32,6 % 2 figli ed il 7,1 % più di 3 figli. Senza tediare, con altri dati percentuali, che servono però a comprendere le ben note difficoltà ma di “difficile”  risoluzione, riscontrate da una mamma lavoratrice, fra le maggiori incidenze sulla richiesta di convalide per recesso volontario, si registrano l’età del figlio di onad 1 anno, donne di profilo professionale per lo più impiegatizio ed operaio, essendo in Italia le posizioni apicali occupate da donne notoriamente meno occupate. Anche il 2021 ha dimostrato come le Madri ed i Padri che si dimettano o accettino risoluzioni consensuali, abbiano una bassa anzianità di servizi, solitamente entro i primi 3 anni; conferma di un altro aspetto decisamente negativo, ovvero di quanto le lavoratrici madri, con anzianità di servizio medio – bassa rappresentino un elevato rischio di recesso dal Mondo del lavoro e di quanto la condizione genitoriale rappresenti un push factor più incisivo dell’esperienza maturata. Al netto dell’analisi si qui condotta, si evince poi, che le motivazioni che spingono alle richieste di recesso sono tutte date dalla impossibilità di conciliare il ruolo genitoriale con quello lavoratovo, sia per una presenza piuttosto scarna di servizi di cura ( che si tratti della possibilista di contare sull’aiuto dei nonni ad esempio, che sui costi spesso eccessivi degli asili nido ) che per ragioni più espressamente riferite al contesto lavorativo quali ad esempio una certa distanza dai luoghi di lavoro o l’insostenibilità degli orari di lavoro. Non è un caso che prima di chiedere la convalida di recesso, ben 2621 fra Madri e Padri in età genitoriale avessero richiesto contratti di lavoro part-time o la possibilità di fruire di una maggiore flessibilità e che si queste solo 1.044 richieste siamo state accettate. Nel 2021 il trend delle convalide è tornato quello del periodo prepandemico, la relatzio e del 2020, infatti aveva rivelato una contrazione del fenomeno, dovuto sicuramente ad un contesto in cui vigevano politiche attive volte alla conservazione del.posto di lavoro. Non possiamo pertanto restare indifferenti davanti alla presenza dei figli come fattore di maggiore incidenza sulle richieste di cessazione avanzate dalle medie lavoratrici, non possiamo subirne l’ormai acquisita strutturalità, non in un paese, quello Italia che quotidianamente lamenta la propria “anzianità” rispetto ad altri paesi europei di riferimento. L’impegno della Uilm di Basilicata, rappresentata dalla Responsabile Regionale delle Pari Opportunità da Elena Laguardia, è attenzionare la genitorialità nei luoghi di lavoro, favorire delle politiche attive che incentivino la conciliazione fra vita lavorativa e familiare, perché la famiglia va sostenuta come culla del futuro della nostra società.

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