di Agnese Gallicchio, senatrice M5S nella Commissione Programmazione economica e bilancio
Purtroppo la quarta ondata della pandemia rischia di inasprire le difficoltà economiche di ampie porzioni del nostro tessuto sociale ed economico. Per questo riteniamo che un segnale prioritario e urgente debba essere lanciato anche dal versante fiscale, in particolare attraverso un nuovo piano di sgravi e rateazioni riguardanti le cartelle esattoriali. L’ondata di atti in arrivo, dopo le varie sospensioni succedutesi dal 2020, potrebbe non essere sostenibile da molte famiglie e imprese. Per questo il MoVimento 5 Stelle, a partire dall’iter del Dl Sostegni ter, proporrà emendamenti per un piano che preveda in primis una rottamazione quater per gli anni successivi al 2017, con pagamento del debito originario ma sconto su sanzioni e interessi; l’introduzione della possibilità di rateizzare liberamente le cartelle, senza controlli patrimoniali da parte delle Entrate o altre condizioni; la riapertura dei termini di pagamento delle rate della rottamazione ter e del saldo e stralcio, scaduto lo scorso 14 dicembre con conseguente perdita del beneficio da parte di contribuenti, che peraltro si trovano nella condizione di non poter più beneficiare di nessuna rateizzazione; la previsione della possibilità che alle aziende fornitrici dello Stato, pur gravate da cartelle esattoriali, venga comunque saldata una parte del loro credito, almeno per pagare i dipendenti. Ci sono troppe imprese a rischio chiusura e si deve agire in fretta.
Nel testo del Dl sostegni ter esaminato dal Consiglio dei ministri, a quanto risulta, c’è una norma che circoscrive eccessivamente la libera cedibilità dei crediti d’imposta legati ai bonus edilizi, a partire dal Superbonus 110%. Noi del Movimento 5 Stelle comprendiamo e condividiamo l’obiettivo di contrastare le frodi, che peraltro il Governo aveva già perseguito attraverso nuove misure di controllo inserite nella legge di bilancio. A nemmeno un mese di distanza, invece, assistiamo a un tentativo di nuovo intervento con una norma del Sostegni ter che di fatto renderebbe possibile la cessione dei crediti di imposta ai soli intermediari finanziari, in pratica le banche. Questa drastica riduzione della platea dei soggetti cessionari comporta alcune criticità. In primis bisogna vedere se gli istituti di credito, e agli altri intermediari finanziari, sarebbero da soli sempre in grado di assorbire i crediti d’imposta attivati da chi sfrutta il Superbonus e le altre agevolazioni edilizie. In secondo luogo indicare le sole banche come cessionarie significa comprimere la concorrenza, assegnando alle banche stesse il potere di fissare il “prezzo” e giocare al ribasso. Infine questa netta limitazione sembra trascurare la vera soluzione al problema delle frodi, già contenuta in una proposta del Movimento 5 Stelle, ovvero l’implementazione di una piattaforma informatica di cessione e certificazione dei crediti d’imposta, che sarebbe molto utile anche in vista dell’estensione del principio della cedibilità ad altri crediti d’imposta, come quelli legati agli investimenti in transizione ecologica. Ci auguriamo pertanto che questa norma possa essere radicalmente rivista. Anche perché, come sottolineato dai costruttori dell’Ance, non si può alterare il corso del Superbonus con norme continue, che rischiano di penalizzare imprese e famiglie.
Il Movimento 5 Stelle pertanto si impegna sin da ora, laddove ve ne fosse la necessità, a proporre emendamenti nell’iter parlamentare del decreto.

