«Dimissioni del direttore generale Bortolan, chiediamo chiarezza»

di Giuliana Pia Scarano, Segretaria generale Fp Cgil Potenza

Apprendiamo delle dimissioni del direttore generale al dipartimento Salute della Regione Basilicata, Francesco Bortolan, atto dovuto, a nostro avviso, vista la gravità delle accuse ma che non esaurisce  le istanze di chiarezza sulla vicenda delle presunte molestie sessuali perpetrate in un ambito politico istituzionale. Chiarezza necessaria perché c’è una ineludibile responsabilità politica nelle scelte compiute sulla gestione della sanità lucana.

La mancata tutela della salute dei cittadini lucani e l’inadeguatezza, non solo professionale ma anche etica di alcuni nominati dal presidente Bardi,sta diventando uno scoglio insormontabile e un vero e proprio spartiacque per questa maggioranza come si evince dalla plateale quanto tardiva presa di distanza da parte del senatore Gianni Rosa che si accorge, improvvisamente, dello stato in cui versa la sanità lucana e della inadeguatezza delle nomine con le quali l’attuale governo di centro destra, del quale è un esponente di punta avendo peraltro rivestito un importante assessorato, ha costellato il nostro sistema sanitario regionale.

Sono mesi che come Cgil chiediamo conto alla Regione Basilicata del piano di rientro delle liste di attesa a fronte della mancanza di risposte adeguate ai bisogni di assistenza dei lucani, costretti a fare i conti con interminabili tempi di attesa, con la migrazione sanitaria e l’aumento della spesa privata dei cittadini. Carenze dell’offerta di prestazioni, anche per la mancanza di personale soprattutto medico, motivano infatti gran parte dei flussi interregionali, alimentando la mobilità passiva certificata nei 63 milioni di euro. La sanità necessita di competenze e stabilità a garanzia del governo di un sistema sanitario che necessita di un vero rilancio, attraverso un investimento in termini economici e organizzativi. Per farlo è necessario e urgente invertire la rotta, a cominciare dal dare una guida adeguata,  competente ed etica al dipartimento regionale alla salute e alla persona anche valorizzando professionalità che pure non mancano nella nostra regione.  La stagione della provvisorietà nella quale continuiamo a navigare ha già messo a serio rischio il diritto alla salute, diritto fondamentale delle persone e delle nostre comunità.

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