Biblioteca Potenza, presentato Il “viaggio dell’uva e del vino”

Il “viaggio dell’uva e del vino”,  l’album musicale e poetico di sei canzoni, incentrate sui molteplici temi e  sulle diverse significazioni derivanti dall’ imponente tradizione dell’uva e del vino, ideato e realizzato da Rocco Stella, con il maestro Graziano Accinni, è stato ripercorso ieri al Polo Bibliotecario di Potenza. Un incontro, coordinato da Yvette Marie Marchand, con gli autori, il pittore-poeta Alberto Barra, il giornalista Arturo Giglio, il direttore del Polo Luigi Catalani (con l’allestimento di una scelta di libri sul tema) e accompagnato dall’esecuzione di alcuni brani del cd (voce Gianmarco Natalina, Vito Viglioglia, chitarra Graziano Accinni). Ad arricchire l’evento culturale la mostra di Alberto Barra con Cavallo lungo Uva Puttanella (in omaggio a Scotellaro), Cavallo che canta (cavallo arabo inebriato dai vapori della fermentazione del mosto), l’uva nel deserto, l’alba che verrà. Sei i brani che compongono l’album: il Canto di Alceo, Inno al Vino, Carpe Diem, Cantico dei Cantici, Il Saggio “Alla scoperta di una rosa”, Sotto il segna della luna. Ogni canzone contiene per così dire un aspetto del vino. Si parte dal VII a. C. dall’ isola greca di Lesbo con Alceo e Saffo, quasi al confine con l’Asia, dove è nata la poesia lirica e forse anche la canzone, per passare poi alla Roma del I secolo a.C., al tempo del sommo Orazio. Si attraversa successivamente l’antico territorio d’Israele, a tratti mediterraneo e a tratti quasi desertico, accompagnati dai versi della sublime poesia del “Cantico dei Cantici”. Si arriva quindi alla nota città di Shiraz, nell’antica Persia, dove ha vissuto il famoso poeta mistico sufi Hafez nel XIV secolo d.C. Si sono cercate poi arie musicali inglesi del tardo Rinascimento collegate alla canzone “Inno al vino”, libero adattamento di 2 sonetti del grande Shakespeare. Si approda infine nella lontana Cina strizzando l’occhio alle immense distese della Mongolia e della Russia con il brano “Sotto il chiaro di luna”, le cui liriche sono di Li Bai, poeta cinese vissuto nel VIII secolo d.C., sotto la Dinastia Tang. Quest’ultimo brano conclude questo affascinante lavoro con l’ inatteso scroscio della pioggia  di un temporale estivo e con il forte rombo d’un tuono quasi a purificare gli animi. “Ogni riferimento e ogni possibile metafora alla realtà contemporanea – ha detto Rocco Stella – sono semplicemente voluti”. Dal punto di vista prettamente musicale il musicista lucano Graziano Accinni ha cercato, con l’ausilio di pochi strumenti quali percussioni e suoni di antichi cembali e tamburi insieme a basso e chitarre, di immaginare melodicamente un ritorno a quelle atmosfere arcaiche, lontane e per certi versi oniriche. Stella ha raccontato: “da un originario progetto teatrale e  musicale da parte mia e di Graziano Accinni che avrebbe dovuto coinvolgere maestranze e artisti dell’intera Basilicata e’ scaturito poi alla fine un concept di produzione musicale. Questo lavoro è dedicato soprattutto a chi ha fatto queste esperienze. La Basilicata e l’Italia senza la bellezza infinita della “Cultura dell’uva e del vino” non sarebbe la stessa. Anche i nostri paesaggi non sarebbero più gli stessi senza i nostri meravigliosi vigneti”. Il risultato è un prodotto originale e che tramette emozioni e suggestioni. Come ha sottolineato Yvette Marchand: “musica e testo hanno trovato una forte sintonia. I testi, liberamente editi, sono composti sia di tradizioni che di parafrasi che mentre spesso “attualizzano” il linguaggio, sono sempre rispettosi della matrice originale del testo”. Per Graziano, perfezionista della musica colta, ricercatore della musica popolare, il risultato è più che soddisfacente dopo aver “osato” oltre la musica di cantautorato. La sfida culturale-musicale di Stella e Accinni è risultata vincente e particolarmente apprezzata dal pubblico in sala: il vino non si gusta solo con il palato ma si può ascoltare ed “inebria” verso suggestioni. E sicuramente si può ascoltare con maggiore “trasporto” attraverso un viaggio.  Una mirabile armonia tra l’emozione del racconto di viaggio e il piacere dell’ascolto. 

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