Basta! Mi licenzio!

Secondo un recente studio dell’Inps nel primo trimestre del 2022 in Italia si sono licenziati 30.6710 lavoratori, in aumento del 35% rispetto al 2021 e del 30% in confronto al 2020. Il dato non è mai stato così alto negli ultimi otto anni. A lasciare il proprio lavoro sono principalmente i giovani; circa il 70% degli italiani, tra i 26 e i 35 anni, si è licenziato in cerca di nuove e migliori opportunità lavorative e, quattro giovani su dieci, hanno trovato un altro impiego nel giro di una settimana. Il problema della disoccupazione giovanile rimane tragico, con il picco che in Italia raggiunge il 27,7%. La tendenza a licenziarsi in massa è nota come ‘great resignation’, un movimento nato negli Stati Uniti nel 2021, poco dopo la pandemia. Attualmente si sta diffondendo in Europa, interessando anche l’Italia. Perché sempre più persone si dimettono? La principale motivazione è la ricerca di condizioni economiche più soddisfacenti (circa il 46% dei lavoratori). Assume però un ruolo importante anche il miglior equilibrio tra lavoro e vita privata, noto come ‘work-life balance’. Le persone richiedono più opportunità di carriera (35%) e flessibilità (18%). Alcuni studi dimostrano che più è basso uno stipendio e più è probabile che il lavoratore si dimetta.

E per voi quanto è importante l’equilibrio ‘lavoro-vita privata’?

Nicola Cirigliano
Nicola Cirigliano
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