In Italia si investe poco

L’economia italiana, negli ultimi decenni, è cresciuta molto poco: infatti, dal 1999 al 2016 il Pil è aumentato del 4,5%. Il reddito pro capite, invece, è diminuito del 2%. Un fattore determinante è la difficoltà che si riscontra nell’investire in Italia. Il Belpaese piace molto agli stranieri per trascorrere le vacanze; il turismo, infatti, è uno dei settori trainanti ma, relativamente agli investimenti, le imprese estere risultano riluttanti. Quali sono i motivi?

  • L’evasione fiscale. In Italia l’evasione è pari a circa 100 miliardi di euro all’anno. Una media più alta rispetto alle altre nazioni europee.
  • La corruzione. L’Italia, in quanto alla corruzione, è tra i peggiori fra i Paesi avanzati. Questo fenomeno rallenta l’intera economia di mercato, danneggiando il meccanismo essenziale della concorrenza.
  • La burocrazia. L’Italia è “paralizzata” dalla burocrazia con circa 35.000 norme. Tantissime in confronto con la Francia (7.000), la Germania (5.500) ed il Regno Unito (3.000). Tali leggi sono più lunghe e meno chiare e scoraggiano nuovi investimenti.
  • La lentezza della giustizia. Secondo l’analisi del Censis effettuata nel 2017, la lentezza della giustizia è la seconda causa economica riguardante la scarsità di investimenti esteri in Italia.

Vi è poi un vincolo stringente sui volumi di credito disponibili: dal lato della domanda, le imprese chiedono più credito alle banche per finanziare i progetti produttivi, mentre dal lato dell’offerta si è avuto un irrigidimento che ha aumentato il costo della raccolta bancaria.

Il fisco italiano resta uno dei più onerosi al mondo come risulta dal rapporto sulle “Entrate da Tassazione” eseguito dall’Ocse. L’Italia necessita, dunque, di riforme strutturali per facilitare la presenza di investimenti fondamentali per dare uno slancio all’economia italiana da tempo stagnante. Cosa dovrebbe fare l’Italia per attrarre nuovi investitori?

Nicola Cirigliano
Nicola Cirigliano
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