Valvano (Psi) su governo  Bardi: «Mentre il medico studia il malato muore»

“Da aprile 2021 abbiamo acceso l’allarme sulla vicenda industriale di Melfi ma solo l’altro ieri il Presidente Bardi si è recato a Melfi’.  Per il segretario del Psi, Livio Valvano “è un fatto positivo perchè da’ la  sensazione di interessamento a un problema serissimo per la Regione”.

“Per onestà intellettuale l’intervista rilasciata da Bardi -ha aggiunto Valvano-sollecita alcune perplessità che devono essere discusse e velocemente superate. Il primo dubbio, riguardata il momento del suo interessamento, oggettivamente sospetto. Il 13 aprile 2021 abbiamo tenuto a Melfi un Consiglio Comunale aperto proprio su questa vicenda, con la partecipazione di tutti i rappresentanti istituzionali (80 sindaci, i parlamentari, consiglieri regionali, sindacati, Confindustria, persino la conferenza episcopale), ma era assente il Presidente Bardi. Abbiamo lanciato un allarme insieme alle parti sociali, un anno fa. Insieme a loro abbiamo fatto diverse proposte, consegnate alla Regione, tutte finalizzate a rendere attrattiva l’area industriale di Melfi. E’ stato elaborato un atto attualissimo, denso di proposte concrete, come, ad esempio, le agevolazioni per i nuovi insediamentoi, il costo dell’energia ridotto per le imprese, per rendere l’area industriale attrattiva per nuove iniziative economiche in grado di assorbire i posti di lavoro a rischio per il processo di trasformazione in atto che il Presidente della Regione non sarà in grado di fermare. Si perchè senza munirsi per tempo di strumenti sarebbe come voler fermare il vento con le mani. A quelle proposte non è seguita nessuna risposta, nessuna reazione, nessun interessamento del Presidente della Regione. Non dobbiamo alimentare sterili polemiche, ma una riflessione ragionata su cosa sta accadendo nella nostra Regione, dopo 3 anni di governo della Regione, penso sia un atto dovuto e utile. Dopo 3 anni, a gennaio 2022, con incredibile ritardo, il il centro-destra ha approvato il Piano strategico Regionale; un atto che avrebbe dovuto esser pronto già all’inizio del mandato, nel 2019. Oggi la realtà dei fatti si è incaricata di renderlo superato e del tutto inutile. Così, seguendo il più saggio e antico adagio: mentre il medico studia il malato muore. Infatti, il Piano strategico regionale non contiene nulla sulla fase di trasformazione dell’area industriale più importante della nazione. Eppure avevamo avvisato la Regione più di un anno fa, ad aprile 2021. Venire oggi, a Melfi, a dire che “che Melfi ha il reddito pro-capite più alto della Basilicata, che saremo vicino ai lavoratori, con gli ammortizzatori sociali…e che bisogna che se ne occupi il Governo nazionale…” e cose di questo genere, non ha alcun significato concreto. Così come appaiono incredibili le parole di un Presidente di Regione che sussurra al microfono che Melfi avrebbe il reddito pro-capite più alto della Basilicata, quasi a voler dire “… non vi lamentate se perderete 3/4 mila posti di lavoro perchè comunque state meglio degli altri”. Un evidente errore di comunicazione, considerato che magari non era la sua intenzione, ma in ogni caso un errore oggettivo perchè Melfi, secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate, si trova al 5° posto in Basilicata, non al primo posto per reddito Pro-capite, superata oltre che da Potenza e Matera, anche da Lagonegro e Rionero in Vulture. Parole di Bardi un pò affrettate che alimentano il legittimo sospetto che la causa del recente movimentismo del Governo Regionale derivi dall’imprevisto precipitare delle elezioni politiche. La sensazione è quella della Regione che si muova come una Caserma dei pompieri che parte con l’autobotte solo quando viene segnalato un incendio. Adesso c’è il grande incendio dell’industria dell’auto, problema serissimo che la Regione non sa come fronteggiare e che non aveva previsto nel piano strategico di qualche mese fa. Ma ci sono altri esempi purtroppo, a partire dallo sbandierato provvedimento sul Gas  Metano, azione improvvisata, non prevista dallo stesso piano strategico regionale. Anche in questo caso, solo dopo che scoppia l’incendio sociale dell’incremento del costo dell’energia ecco che la Regione suona la sirena, si infila la divisa da vigile del fuoco, verifica se l’autobotte è piena d’acqua e parte per tentare di spegnere l’incendio: gas per tutti i lucani gratis. Poi succede che esplode un imprevisto: l’incendio degli incendi: le elezioni politiche. E quindi abbiamo il Governatore prima di ferragosto impegnato su tutti gli incendi, con tutte le autobotti a disposizione, nella speranza che la paziente e ricca Basilicata gli metta a disposizione tutta l’acqua possibile e immaginabile per fronteggiare la stagione dell’incendio più difficile da domare, l’incendio del consenso elettorale. E cosi accade che prima di ferragosto il Presidente Bardi: si fionda a Melfi per farsi vedere vicino al dramma dei lavoratori e delle aziende dell’industria dell’auto; prova a varare il provvedimento GAS per tutti; fa deliberare alla sua Giunta un provvedimento di 8 milioni di euro per gli eventi culturali, distribuendo a pioggia denaro anche per eventi già fatti, quindi con risorse dei Comuni già impegnate che quindi non servirebbero, con l’effetto di dimostrare solidarietà, vicinanza e consenso degli amministratori; prova a fronteggiare l’emergenza finanziaria del Comune di Potenza; fronteggia la crisi di Acquedotto Lucano, senza dire come; la crisi del Consorzio Industriale; e tante altre emergenze, solo emergenze, sempre emergenze. Questo è il governo delle emergenze. E’ una stagione che dobbiamo chiudere il prima possibile. Una Regione che non è in grado di percepire il suo territorio, che non è in grado di programmare, è un peso, non una risorsa per la gente lucana.Abbiamo visto molta approssimazione in questi 3 anni, troppa litigiosità, esplosa pochi mesi fa con il continuo giro di valzer degli assessori. E’ necessario un cambiamento. Per questo, Sig. Presidente, i socialisti le augurano di realizzare il suo obiettivo personale della elezione in Parlamento, dove potrà sicuramente mettere a frutto la sua esperienza di vita, lasciando la responsabilità del destino regionale nelle mani dei lucani, quelli residenti in Basilicata, che conoscono la Basilicata, che sentono sulla loro pelle i problemi della Basilicata e, soprattutto-ha concluso Valvano- che avvertono l’orgoglio dell’appartenenza e dell’identità”.

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