Tutto è iniziato intorno alle 9 del mattino dentro la basilica di Notre-Dame: la cattedrale di Nizza, che si trova sul Viale Jean Medecin (dedicato allo storico sindaco nizzardo), un vialone dove ci sono negozi, uffici e centri commerciali, che collega la stazione ferroviaria con la piazza simbolo della città, Place Massena. Tre le vittime, tra cui una donna che sarebbe stata decapitata, e un numero ancora imprecisato di feriti. L’autore del presunto attacco è stato fermato. Ferito dalla polizia accorsa sul posto, è stato trasferito in ospedale ed è ricoverato in terapia intensiva. Ha riferito di avere 25 anni e di chiamarsi Ibrahim, e ha detto di avere agito da solo. Gli inquirenti hanno già rilevato le sue impronte digitali per risalire alla sua esatta identità.
L’accoltellatore è stato udito gridare “Allah Akbar” mentre veniva medicato sul posto dopo essere stato ferito dalle forze dell’ordine. Lo ha riferito il sindaco di Nizza, Christian Estrosi, per il quale “non c’è alcun dubbio sulla natura dell’attacco”. Tutte le chiese della città sono state poste sotto sorveglianza e chiuse. Agenti della polizia nazionale stanno facendo ricerche in chiesa perché ci sono oggetti sospetti: “Speriamo di non trovare altre vittime”, ha aggiunto il sindaco.
Il sacrestano di Notre-Dame e due donne, una settantenne e una mamma di 40 anni, sono le vittime dell’attacco nella basilica di Nizza. Si tratta di una donna di circa 70 anni, ferita profondamente alla gola, quasi decapitata, secondo quanti riferiscono fonti della scientifica a France Info. Il suo corpo giaceva nei pressi dell’acquasantiera. Il sacrestano, un laico stipendiato dalla diocesi, di circa 50 anni, padre di due bambini è stato sgozzato. Infine, una donna di circa 40 anni, morta all’esterno della basilica dopo essere fuggita per rifugiarsi in un bar, dove è deceduta per le conseguenze delle ferite profonde alla gola. Prima di morire il suo ultimo pensiero è stato per i suoi bambini: ‘Dite ai miei figli che li amo’.
Il Papa prega per le vittime dell’attentato di Nizza e per i loro cari “perché la violenza cessi, perché si torni a guardarsi come fratelli e sorelle e non come nemici, perché l’amato popolo francese possa reagire unito al male con il bene”. Il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, porta alla comunità cattolica in lutto il messaggio del Santo Padre.
Fonte: rainews.it

