La Federazione internazionale dei diritti dell’uomo (FIDH) ha annunciato di aver ottenuto l’apertura di un’inchiesta in Francia sulla banca BNP Paribas, accusata di complicità in crimini contro l’umanità in Sudan. L’inchiesta è stata aperta il 26 agosto al tribunale di Parigi, circa un anno dopo il deposito di una causa da parte della Federazione internazionale dei diritti dell’uomo e di altre ong costituitesi parte civile. La notizia si è avuta ieri sera ed è stata annunciata dalla France Press.
BNP Paribas, prima banca europea, già colpita da un’inchiesta per complicità in crimini contro l’umanità durante il genocidio in Ruanda, è ora accusata di non aver rispettato l’embargo contro il regime di Omar al Bashir, destituito nel 2019.
La banca si sarebbe resa complice di crimini commessi fra il 2002 e il 2008, in particolare in Darfur, regione colpita da una guerra civile che ha provocato circa 300mila morti. Il 26 settembre 2019 era stata depositata una causa da 9 militanti sudanesi. Davanti al giudice di istruzione del tribunale di grande istanza di Parigi, gli avvocati della Federazione internazionale dei diritti dell’uomo avevano raccolto la testimonianza di queste vittime di tortura. Le persone chiedevano alla giustizia francese di aprire un’inchiesta penale sui comportamenti della banca tra il 2002 e il 2008 e rimproveravano a BNP Paribas di avere continuato in questo periodo a offrire i servizi bancari al governo sudanese malgrado le sanzioni dell’ONU, degli Stati Uniti e dell’Unione Europea. Questa causa segue la condanna della stessa banca davanti alla giustizia americana nel 2014 per aver violato l’embargo: importanti transazioni finanziarie tra Sudan, Iran e Cuba. BNP Paribas aveva riconosciuto di aver giocato il ruolo di prima banca straniera per il governo sudanese nel 2002-2008 e di essersi occupata di transazioni per il valore di miliardi di dollari. In seguito a un accordo con le autorità, BNP Paribas era stata condannata al pagamento di una multa di oltre 8,8 miliardi di dollari.

