Sofistica oratoria di bassa lega o all’azzecca-garbugli?

di asterisco

Dopo più di quaranta anni dalla spaventosa strage della stazione di Bologna disgusta e indigna chi pur occupando posti di rilievo istituzionale lancia messaggi ambigui larvati di una patinata meschinità e rimprovera addirittura a chi si permette di dissentire di praticare l’arte dell’esegèsi. Meno male che nelle aule di giustizia c’è ancora la scritta: la legge è uguale per tutti. Con fare maldestramente forense, di cui s’intravvede la storica e subdola paternità, s’insinuano ancora dubbi sulla validità giuridica intorno a varie sentenze che hanno ampiamente dimostrato le connivenze di parti dello Stato con gruppi eversivi della estrema destra tra sensali in doppiopetto, sedicenti bombaroli ed evidenti coperture massoniche!

Si chiede il rispetto per le vittime innocenti applicando con fare cinico le regole dell’arte sofistica, in barba all’evidenza storica e provata di fatti che ancora oggi si cerca di mettere in discussione col tentativo sfacciato di ridisegnare un passato recente giocando con le parole e paventando persino una minaccia all’incolumità personale. Esiste ancora un barlume di senso dello Stato a certi livelli istituzionali? Siamo forse davvero di fronte a una piccola fiammiferaia? È però “pur vero che per un punto Martin perse la cappa” o bisogna aspettare il prossimo verdetto elettorale?