Sanità pubblica. Le aziende recepiscano il nuovo contratto

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Fp Cgil

Alle 15 di oggi è stato firmato in via definitiva da Aran e dai sindacati Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Fials, Nursind e Nursing Up, il contratto collettivo nazionale della sanità pubblica, che interessa 545 mila lavoratrici e lavoratori, poco meno di 6.000 in Basilicata, e che riguarda il periodo 2019-2021. Finalmente, dopo la preintesa sottoscritta a metà giugno, un primo importante passo per valorizzare i professionisti della salute e dare un contributo al rilancio del Servizio Sanitario Nazionale.

“È stata una trattativa lunga e complessa –s piega la delegazione della Fp Cgil che ha seguito le trattative, guidata da Michele Vannini – ma abbiamo mantenuto gli impegni che ci eravamo assunti, in particolare riformando profondamente l’ordinamento professionale. Questo contratto è un primo importante riconoscimento, in termini di salario, di diritti, di valorizzazione professionale, per quanto viene fatto ogni giorno dalle lavoratrici e dai lavoratori nelle strutture pubbliche”.

Tra le novità più rilevanti, si è operata una revisione del sistema di classificazione del personale prevedendo cinque aree di inquadramento, che riguardano il personale di supporto, gli operatori, gli assistenti, i professionisti della salute e funzionari e il personale di elevata qualificazione (che al momento rimane vuota). A ogni singola area fanno capo tre ruoli: sanitario (distinto rispetto agli altri ruoli nei quali confluisce il resto del personale); socio-sanitario; amministrativo, tecnico e professionale, della ricerca sanitaria e supporto alla ricerca. A completamento del sistema di classificazione, è prevista una rivisitazione del sistema degli incarichi, che dureranno cinque anni e saranno di tre tipologie: base, media ed elevata complessità; gli incarichi si fondano sui principi di maggiore responsabilità e di impegno realmente profuso, in rimando alla valorizzazione del merito e della prestazione professionale finalizzati a promuovere lo sviluppo professionale, mediante il riconoscimento dell’autonomia operativa.

Nuovo regime, inoltre, per la posizione economica orizzontale: sono previsti differenziali economici di professionalità da intendersi come incrementi stabili del trattamento economico volti a remunerare il maggior grado di competenza professionale progressivamente acquisito dai dipendenti. Le relazioni sindacali hanno visto una significativa revisione nella prospettiva di un ampliamento del rilievo dell’informazione e del confronto e con la valorizzazione dell’Organismo paritetico per l’innovazione. Rilevante anche la nuova disciplina del lavoro a distanza (smart working) nelle due tipologie: il lavoro agile, senza vincolo di luogo e di orario, e il lavoro da remoto, con vincolo di luogo e di orario.

Sul piano del trattamento economico, l’accordo riconosce, a decorrere dal 1 gennaio 2021, un aumento medio a regime degli stipendi tabellari di 91 euro medi per 13 mesi ed una rivalutazione dei fondi destinati alla contrattazione integrativa di 12 euro mese per 13 mensilità. Per il nuovo sistema di classificazione professionale è stato inoltre previsto un ulteriore impegno finanziario delle aziende e degli enti del comparto di 13 euro mese per 13 mensilità. Con l’obiettivo di valorizzare il ruolo di alcuni specifici profili del ruolo sanitario e socio-sanitario, sono state istituite l’indennità di specificità infermieristica per i profili di infermiere, l’indennità di tutela del malato e promozione della salute per altri profili del ruolo sanitario e socio-sanitario ed una specifica indennità destinata al personale operante nei servizi di pronto soccorso.

L’auspicio, adesso, è che le aziende recepiscano subito il nuovo contratto, dando corso ai nuovi istituti contrattuali, e che i lavoratori passano ricevere gli arretrati previsti già nelle prossime spettanze stipendiali del mese di novembre. Il nostro impegno, tuttavia, non finisce qui. Ora è necessario proseguire in questa direzione per la valorizzazione degli operatori, del lavoro e del servizio, attraverso maggiori risorse per i salari e per la contrattazione, e un piano straordinario di assunzioni. In ballo c’è la dignità del lavoro e il diritto alla salute dei cittadini.

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