Sanità. «Dalle criticità del sistema ai nuovi modelli assistenziali»

di Giancarlo Vainieri, presidente Cssel-Uil

È  tempo che il ‘sistema sanitario’, con i suoi decisori, riprenda a dialogare con i pubblici  e la comunità di  riferimento.  È un tempo nuovo che spinge l’insieme, il complesso dei servizi offerti a riprogrammare. A rileggere e rivedere con gli ‘occhi del paziente’ i bisogni di salute, coniugati con la innovazione tecnologica , la educazione alla salute, la medicina di iniziativa, i big data. Insomma con la medicina al grado della modernità.

Perchè è urgente riprogrammare e da dove iniziare? Una bella premessa ad un nuovo ciclo di programmazione sanitaria potrebbe essere un ‘documento preliminare ‘al Piano sanitario che descriva ,cataloghi ed illumini le criticità del sistema. Quando i canali regionali competenti producono  qualcosa del genere? Le criticità e le contraddizioni rilevate da Agenas e dal S. Anna di Pisa sono evidenti ed eloquenti.

La permanente  mobilità per ricovero in altri sistemi sanitari regionali, la quota alta di ‘fughe’ per prestazioni non di alta specialità, l’evidenza di cure inappropriate o per mobilità ritenuta ‘non accettabile, una quota di mobilità che si aggira intorno al 30/40% e poi la difficoltà di accesso alle prestazioni ambulatoriali e le lunghe liste di attesa sono la spia di deficit sostanziali da cui ripartire per riposizionare il sistema.

Il primo asse di cambiamento è la ‘prossimità dei servizi al cittadino’ come capacità di assicurare in ogni parte del territorio, la fruizione di servizi di qualità e funzionalità ai livelli migliori della clinica e ricerca medico-assistenziale.

Rileggere i fabbisogni assistenziali nei 131 Comuni della regione e rafforzare attraverso l’accesso ai ‘Punti di salute’ la presa in carico del paziente è la condizione essenziale per evitare la ‘fragilità escludente’. Intere comunità e generazioni  preferiscono percorsi di cura in territori contermini ritenuti affidabili e consolidati, anche nelle specialità di base.

Immaginando un cambiamento corale di modello su base distrettuale con precise ed efficaci missioni delle nuove Case della salute, degli ospedali di comunità e delle Centrali operative. Non più separatezza tra i servizi e gli operatori ma integrazione, convergenza e cooperazione. Una continuità assistenziale nuova ,rafforzata e strutturata ‘a scorrimento’ ospedale-territorio, con le dimissioni protette, i percorsi diagnostico-terapeutici, la medicina d’iniziativa e rafforzando le strutture intermedie tra domicilio, servizi territoriali e ospedalieri. Una decisiva cooperazione tra medici di famiglia, pediatri, operatori di territorio ed infermiere professionale nelle sue diverse declinazioni (di quartiere, di comunità ,scolastico, etc.) protagonisti responsabili di una risposta curativo-assistenziale omnicomprensiva.

‘Come, chi fa che cosa’? A chi è affidato il mandato per riprogrammare i servizi centrati sui percorsi di cura e la presa in carico del paziente. ‘Quando, come e con chi’ inizia questo nuovo processo assistenziale, di cui artefici sono i dirigenti e le comunità professionali più vaste. Con modalità operative concrete come le Conferenze di servizio.

Tema Ospedale-territorio. Senza dubbio è decisivo interrompere un modello di rete ospedaliera che dialoga poco con il territorio ,troppo accentrata e verticistica ,con gli ospedali a rilevanza territoriale in cerca ancora di una missione e visione.

Cominciando dall’alta specializzazione; un modello di Policlinico regionale che ancora non si intravede ed una ridefinizione dei percorsi di cura e del sistema di accesso, oltre ad una missione chiara dell’Azienda ospedaliera di Potenza ed all’Ospedale strategico Dea di Matera,della missione Ircss del Crob,degli ospedali si Pronto soccorso attivo e di area distrettuale da riportare in ambito di azienda provinciale.

Una grande opera di riqualificazione della rete ospedaliera (riclassificazione, nuovi standard, valutazione esiti, ecc.) con una riorganizzazione della assistenza centrata sulla persona (si “muove” l’assistenza, non il paziente, ecc.). Essenziale è il riesame ’punto-punto’ in sede aziendale e regionale delle criticità assistenziali (carenza e rassegnazione di personale, ridefinizione degli obiettivi assistenziali, revisione del budget e priorità aziendali, con una diretta e rilevante responsabilità delle Unità operative e dei Dipartimenti.

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