Quali prospettive per “Futura ambiente”?

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Fim e Uilm

Questa mattina le Organizzazioni Sindacali di FIM e UILM, unitamente alla RSU, in relazione alla vertenza dei lavoratori di Futura Ambiente, hanno richiesto un nuovo incontro al Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, alla presenza di tutte le parti coinvolte, per fare il punto della situazione relativamente alla gestione delle aree industriali della Provincia di Potenza che, cosi come previsto dalla legge regionale, sarebbe dovuta passare ed immaginiamo dovrà passare dall’Asi, consorzio in liquidazione, al nuovo soggetto subregionale rappresentato dall’Apibas.

A distanza di circa due anni dalla legge regionale, però, ancora non si è concretizzato tutto ciò e questo ovviamente non consente la risoluzione della vertenza che coinvolge i lavoratori di Futura Ambiente che svolgono le attività anche di sorveglianza delle suddette aree.

Immaginiamo che dopo due anni i tempi siano maturi affinché Apibas possa adempiere alla suddetta gestione, visto che non solo è in pericolo il futuro di 12 lavoratori ma “l’ombrosità” di tale gestione determina gravi rischi di sicurezza per i lavoratori che quotidianamente si recano nelle aree industriali per svolgere le loro attività.

Infatti due giorni fa nell’area industriale di San Nicola di Melfi un altro lavoratore ha rischiato di essere investito per la scarsa illuminazione e ciò davvero è abominevole alla luce anche di quanto accaduto alla nostra collega Rossella.

Ci chiediamo: ma quando è stata congegnata la legge regionale qualcuno ha pensato o meglio ragionato esattamente sulla sua esigibilità e concretezza?

Ci chiediamo: dopo circa due anni perché Apibas ancora non è pronta a gestire le aree industriali? Quali sono gli ostacoli?  E qual è la reale volontà politica visto che Apibas è stata creata dalla politica stessa che tra l’altro ha nominato anche il suo amministratore?

A queste domande, caro Presidente Bardi, attendiamo che qualcuno dia una risposta una volta per tutte perché è in ballo la sicurezza dei lavoratori e i livelli occupazionali di Futura Ambiente; questi ultimi, con un countdown ben preciso: 31 marzo 2023, fine della proroga assegnata a Futura Ambiente.

radionoff
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