Progetti, piattaforme digitali, sigle… e l’analisi chimica?

di asterisco

Nell’evolversi dell’emergenza idrica si ha l’impressione che tutto si svolga all’insegna del verso di Ovidio verum velle parum est (ma non mi basta solo il volere). Un fottìo di sigle che indicano progetti da fare attraverso piattaforme digitali che prevedono fantasiose sinergie, ricerche semantiche che nulla hanno da spartire con serie e appropriate indagini analitiche che un laboratorio chimico dovrebbe essere in grado di eseguire.

Le normative giuridiche che regolano la tutela e il controllo delle acque in generale e, quelle per uso umano, nel nostro paese sono tra le più rigorose e in linea con le recenti disposizioni in materia da parte dell’Unione Europea, le discrepanze notevoli affiorano per ciò che riguarda la loro applicazione pratica che un moderno laboratorio chimico dotato d’idonea strumentazione dovrebbe poter eseguire in tempi brevi e immediati, in particolare riguardo al controllo delle acque potabili sempre che in precedenza siano stati periodicamente effettuati monitoraggi e controlli nei punti di emungimento siano essi fluviali, da invasi o nei casi più fortunati da sorgenti naturali.

Purtroppo l’incuria protrattasi da decenni unita alla fiducia non certo razionale nell’abbondanza di questa risorsa indispensabile è il germe primario della crisi idrica che il capoluogo lucano e altri paesi dell’immediato circondario oggi devono affrontare.

La corretta valutazione dei reperti analitici di cui si dispone in tempi attuali richiede il raffronto con quelli effettuati periodicamente in precedenza, in ossequio al metodo sperimentale canonico che in un qualsiasi laboratorio di analisi è la regola. Le disquisizioni sulle competenze dei numerosi enti chiamati in causa, quasi un rimpallo di responsabilità amministrative sembrano piuttosto diversivi inutili e controproducenti, in particolare per quel che riguarda la sicurezza e la salute del cittadino che ha il sacrosanto diritto di chiedere chiarezza e trasparenza, soprattutto quando apre il rubinetto di casa.

Avere la corretta informazione sulla qualità dell’acqua che arriva nelle case riferita ai parametri e alle tolleranze ammesse, è assai più proficua che sentirsi protetti sotto l’egida di Enti vari contraddistinti da tante sigle che danno l’impressione d’ubbidire a manie cartacee e lessicali più consone a un’Anagrafe Territoriale dinamica delle Acque potabili piuttosto che al lavoro sperimentale richiesto sul semplice banco di un laboratorio chimico che si rispetti!