Pinea…Vinea…storica toponimica…ma Sciffrà è tutt’altro!

di asterisco

Viviamo in un mondo in cui ognuno crede di essere a modo suo protagonista e con l’aiuto mediatico si crea una realtà virtuale nella quale si crogiola tra parole e simboli, vere affabulazioni linguistiche finalizzate a un interesse essenzialmente economico.

Nella sterminata messe di toponimi che ognuno usa a suo piacimento al di là dei necessari riscontri storico-geografici, occorre stare molto attenti a non sconfinare nel ridicolo. È lecito e senz’altro vantaggioso in ambito pubblicitario giocare con le parole per rafforzarne il messaggio subliminale che però a sua volta potrebbe rivelarsi controproducente.

È noto che un tempo il territorio dell’antica Vineola prendeva tale denominazione per la sua ricchezza di vigneti, occorre però tener conto non solo della sua orografia ma in particolare dell’esposizione solare, il microclima e i vitigni autoctoni coltivati. Fondamentale il grado alcolico che le uve prodotte in siffatti terreni erano in grado di fornire nella vinificazione. Nell’epoca attuale, tenendo conto delle modificazioni pedologiche avvenute, un’elevata gradazione alcolica dei vini prodotti è piuttosto rara, quanto meno nella zona denominata Sciffra, rispetto ad altri territori in agro di Pignola e con ben altra esposizione. Non basta un accento a fare la differenza, che forse potrà avere riscontro solo in una pura e semplice operazione di marketing!

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