“Piano Mattei per l’Africa”. Cestari: «Bisogna continuare a costruire altri “ponti”»

di Arturo Giglio

Piano Mattei per l’Africa: Cestari (ItalAfrica), un primo ponte tra il Mezzogiorno d’Italia e l’Europa con la sponda sud del Mediterraneo. Adesso bisogna continuare e costruire altri ponti con il resto dell’Africa.
“Il battesimo del Piano Mattei per l’Africa con gli importanti accordi firmati ad Algeri dalla Premier Meloni e dalle associazioni degli industriali italiani ed algerini, non solo sul gas ma su infrastrutture, scambi commerciali, è il primo ponte tra il Mezzogiorno d’Italia e l’Europa con la sponda sud del Mediterraneo. Adesso bisogna continuare e costruire altri ponti con il resto dell’Africa”. A sostenerlo è il Presidente della Camera ItalAfrica Carmine Cestari ricordando l’attività di Enrico Mattei, di cui la ValBasento in provincia di Matera è stata un esempio storico, “purtroppo – dice Cestari – annullato da incapacità di dare seguito all’intuizione di Mattei su gas e chimica” e evidenziando l’impegno del “pioniere Eni” come “modello ispiratore per azioni che favoriscano lo sviluppo economico dell’Africa, anche in chiave di drenaggio dei flussi migratori provenienti dai Paesi più poveri”.
“Anche noi come la Premier – aggiunge Cestari – ci poniamo la ‘mission’ di recuperare il ruolo strategico nel Mediterraneo attraverso un tessuto relazionale ed imprenditoriale che vada oltre la semplice assistenza, potenziando la rete di interscambio e, soprattutto, una reciprocità produttiva che significa, prima di tutto dare un aiuto efficace alle economie dei Paesi Africani e fermare i flussi migratori irregolari verso l’Europa. Con un significato in linea con la “strategia Meloni” ancora più importante nell’attuale fase geopolitica internazionale: porre un freno alle massicce presenze di potenze economiche e Stati non europei, la Cina in primo luogo, che già da tempo hanno costruito un impero in Paesi Africani. A tutto questo mira il progetto “Sud Polo Magnetico”, pensato dalla Camera di Commercio ItalAfrica in un’ottica di sviluppo e innovazione, per le imprese del Mezzogiorno d’Italia e per quelle africane. Un progetto che si rivolge al Sud del mondo ma guarda anche al Sud d’Europa. Promuoviamo un Sud che non si contrappone al Nord ma, al contrario, mette insieme le imprese non solo del nord Italia ma anche d’Europa. Dalla valorizzazione delle zone economiche speciali, che auspichiamo al Sud possano finalmente diventare operative, abbiamo la consapevolezza che queste aree non saranno né di interesse delle imprese regionali, perché ogni impresa del Sud ha già la sua struttura, né potrebbero esserlo se non si connette il grande mercato del continente africano. Se grandi attori dell’imprenditoria come ha insegnato Mattei sono state antesignani, in anni difficili, di un nuovo processo di cooperazione tra Paesi industrializzati e Paesi Africani in via di sviluppo, con Sud Polo Magnetico aiutiamo il continente africano e noi stessi esportando quanto abbiamo di meglio: i nostri prodotti, il design, le tecnologie, le nostre eccellenze. Così aiutiamo la nostra capacità produttiva e manteniamo posti di lavoro nel nostro Sud Italia”.
“Si devono aiutare queste realtà connettendole alle nostre piccole e medie imprese che, in quei mercati, potrebbero svolgere un ruolo di accompagnamento allo sviluppo. In sintesi, mettiamo al centro il Mezzogiorno, per la prossimità geografica con questo enorme mercato che fra 30 anni conterà 2 miliardi e mezzo di consumatori i quali, in percentuale sempre crescente, avranno una grossa capacità di spesa. Di tutto questo quanto prima – conclude Cestari – sono certo ci sarà l’occasione per parlare con l’on. Meloni e i Ministri istituzionalmente competenti”.

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