“Cari fratelli e sorelle, buonasera!”, con questa frase Papa Francesco ha salutato tutti noi il giorno della sua elezione al soglio pontificio il 13 marzo del 2013 e “venuto dalla fine del mondo”.
Un Papa amato ed, allo stesso tempo, odiato. Un Papa non ascoltato, come, del resto, lo sono stati anche altri Papi. Sacerdoti, ma anche giornalisti e politici, non lo vogliono più e gli augurano addirittura la morte.
Un Papa che vuole una “chiesa in uscita”, una chiesa di prossimità, una Chiesa più vicina al fedele, un Papa che sta cercando di portare ancora di più il Vangelo e non il diritto canonico.
Un Papa vicino a tutti, vicino ai divorziati, ai figli di genitori divorziati, agli omosessuali, agli scartati del mondo e, per questo motivo, criticato dai tradizionalisti o, forse è meglio dire, dai cattolici integralisti (fondamentalisti).
Un Papa vicino agli scartati del mondo non va bene.
Papa Francesco scruta le nostre coscienze ed ecco perchè dà fastidio.
In questo anno di pandemia la sua voce è stata forte e sempre puntuale.
Nella foto, un giorno che porteremo sempre nei nostri cuori, era il 27 marzo 2020. Eravamo in pieno lockdown in tutto il mondo, un Papa solo, in una Piazza vuota, Piazza San Pietro, sotto la pioggia, per un momento di preghiera straordinario, visto, almeno in Italia, da 20 milioni di telespettatori, per farci capire ancora di più che “nessuno si salva da solo” e che, ognuno di noi, deve fare la sua parte, non solo in questo periodo storico che stiamo vicendo.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha scritto “”Santità, nel giorno del Suo ottantaquattresimo compleanno voglia accogliere i più fervidi auguri che ho il piacere di porgerle a nome del popolo italiano, unitamente ai miei sinceri voti di benessere spirituale e personale. Migliaia di donne e di uomini hanno vissuto nel corso dell’anno che volge al termine – e continuano a sperimentare al momento presente – il dramma della pandemia e delle sue gravissime ricadute sanitarie, economiche e sociali”.
Ieri Papa Francesco, durante l’Udienza Generale del mercoledì, ha detto “Vorrei esortare tutti ad “affrettare il passo” verso il Natale, quello vero, cioè la nascita di Gesù Cristo. Quest’anno ci attendono restrizioni e disagi; ma pensiamo al Natale della Vergine Maria e di San Giuseppe: non furono rose e fiori! Quante difficoltà hanno avuto! Quante preoccupazioni! Eppure la fede, la speranza e l’amore li hanno guidati e sostenuti. Che sia così anche per noi! Ci aiuti anche – questa difficoltà – a purificare un po’ il modo di vivere il Natale, di festeggiare, uscendo dal consumismo: che sia più religioso, più autentico, più vero.”
Auguri Santità
Auguri Papa Francesco

