“È un dono pregare insieme”: è la gioiosa costatazione con cui Papa Francesco dà inizio alla sua omelia durante la preghiera dei cristiani nella Basilica di S. Maria in Aracoeli, nell’ambito dell’Incontro interreligioso per la Pace in Campidoglio, promosso dalla Comunità di Sant’Egidio a partire dalla storica giornata indetta da Giovanni Paolo II nel 1986. “Nessuno si salva da solo. Pace e Fraternità”, il titolo scelto per l’edizione di quest’anno. Il momento di preghiera comune tra i cristiani avviene in contemporanea alla preghiera degli altri leader religiosi, in luoghi distinti: gli ebrei nella Sinagoga, i musulmani nei locali dei Musei capitolini così come i buddisti e i rappresentanti delle religioni dell’Oriente.
“Forse anche noi a volte preferiremmo un dio spettacolare anziché compassionevole, un dio potente agli occhi del mondo, che s’impone con la forza e sbaraglia chi ci vuole male. Ma questo non è Dio, è il nostro io. Quante volte vogliamo un dio a nostra misura, anziché diventare noi a misura di Dio; un dio come noi, anziché diventare noi come Lui! Ma così all’adorazione di Dio preferiamo il culto dell’io. È un culto che cresce e si alimenta con l’indifferenza verso l’altro.”
“Il “vangelo” del salva te stesso non è il Vangelo della salvezza. È il vangelo apocrifo più falso, che mette le croci addosso agli altri. Il Vangelo vero, invece, si carica delle croci degli altri.”
Fonte: vaticannews.va

