Palestinese autistico ucciso da soldati israeliani, i genitori chiedono giustizia

I genitori di Iyad Hallaq, il ragazzo palestinese autistico disarmato e ucciso a colpi di arma da fuoco dalla   polizia israeliana quattro mesi fa, hanno presentato una petizione all’Alta Corte di Giustizia israeliana affinché siano completate le indiagini sul caso e siano messi sotto processo i due agenti coinvolti nell’omicidio. La polizia ha ucciso il 32enne Hallaq nella Città Vecchia di Gerusalemme mentre si recava in una scuola per bisogni speciali che frequentava. La polizia sostiene di aver pensato che il telefono cellulare che stava trasportando fosse un “oggetto sospetto”. L’incidente è stato oggetto di un’indagine, condotta dall’unità, per cattiva condotta della polizia del ministero della Giustizia israeliano, avviata quasi quattro mesi fa, il giorno della sparatoria. Fonti vicine alle indagini hanno detto al quotidiano israeliano Haaretz che l’indagine si ridurrà in procedimenti disciplinari per gli agenti coinvolti, o che il caso sarà chiuso del tutto. Nella loro petizione dell’Alta Corte, Rana e Khairy Hallaq cercano una spiegazione sul motivo per cui non sono state presentate accuse penali contro gli ufficiali. Il giudice della Corte Suprema, Yosef Elron, ha chiesto che il caso sia ascoltato il prima possibile. Ha inoltre ordinato al governo di dare una risposta alla petizione non meno di 14 giorni prima all’udienza, per la quale non è stata ancora fissata una data. I genitori di Hallaq hanno già espresso critiche nei confronti delle indagini, dopo che è stato detto loro che non ci sono riprese della sparatoria perché le telecamere di sicurezza della zona non funzionavano. Haaretz ha scoperto che ci sono almeno dieci telecamere di sicurezza nei 150 metri tra la Porta dei Leoni della Città Vecchia – dove la polizia israeliana ha iniziato a inseguire Hallaq – e il deposito della spazzatura dove è avvenuto l’omicidio.