Pagliacci, guitti, buffoni alla corte de’ miracoli? No, è solo TV!

di asterisco

In questi ultimi tempi ciò che colpisce è l’insulsaggine di taluni personaggi televisivi che, dietro un becero accento dialettale, dal siciliano al romanesco, prendono spunto per la loro pretesa comicità, credendo di fare buona satira e attingendo a piene mani dal repertorio verbale della fauna politica nostrana, nazionale e indigena galleggiando nella più totale banalità. Si divertono tra montaggi audiovisivi e schizzi grafici fantasiosi senza rendersi conto di ciò che dicono nello stigmatizzare e con la presunzione di far ridere. Parole che in apparenza possono suscitare ilarità, se poi viste nel loro significato diventano ipocrite, mistificatorie e quel che è ancora più fastidioso meschine: congenita paraculaggine!

La Basilicata, certamente sembra divenuta la barzelletta nazional popolare per il prossimo agone elettorale, ma fare di tutta l’erba un fascio è indice di una latente e subliminale mentalità razzista e fascistoide da borgatari che pascolano nella Roma caput mundi, altro che Pasquino o Trilussa o Petrolini che dir si voglia!  

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