Omicidio Tetta: la Corte d’Assise d’Appello di Salerno conferma la condanna a 20 anni per Caggiano

La Corte d’assise di Appello di Salerno ha confermato la condanna a 20 anni di reclusione per Giuseppe Caggiano per l’omicidio di Giancarlo Tetta di Melfi (in provincia di Potenza), avvenuto la sera del 2 aprile 2008 nella cittadina federiciana, nell’ambito della sanguinosa faida che sin dagli anni Novanta ha caratterizzato la storia criminale tra i clan Cassotta e Delli Gatti-Petrilli nel Vulture-Melfese. Fatti che determinarono la contestazione dell’aggravante del metodo mafioso. Determinati per l’arresto di Caggiano furono le dichiarazioni di Saverio Loconsolo, altro esecutore dell’omicidio Tetta, già condannato a seguito del rito abbreviato. Caggiano fu arrestato nel 2016 in relazione a un filone delle indagini sull’omicidio, in base alle dichiarazioni del pentito (la cui collaborazione iniziò nel 2013) che faceva parte del clan rivale a quello di Tetta. Ricostruendo le dinamiche dell’agguato il pentito rivelò quindi la presenza di Caggiano, con una versione confermata poi anche da altri collaboratori di giustizia. Le indagini furono condotte dagli agenti della Polizia di Stato.