Neve: opportunità di richiamo turistico o solo disagio per le comunità dei borghi montani?

di Saverio Lamiranda, Ad Terre di Aristeo

La neve di questi giorni può essere un’opportunità di richiamo turistico o solo un motivo di disagio per le comunità dei borghi montani? E’ un interrogativo non certo formale che potrebbe rilanciare il dibattito (e con esso le azioni da mettere in campo) sull’insieme delle risorse, prima di tutto naturali, di cui dispongono i piccoli comuni delle aree interne. E’ pur vero che non siamo in grado di puntare sul “”turismo della neve”” perché i cambiamenti climatici non ce lo consentono e che quindi gli “itinerari del turismo bianco”, così come concepiti negli anni novanta, non si possono riproporre. Ma che la neve, con impianti sciistici aperti o chiusi, è un forte richiamo del turismo di prossimità lo provano le comitive, i gruppi, le famiglie presenti in questo fine settimana alla Sellata-Pierfaone, sul Pollino, sulla Montagna di Viggiano e sul Sirino, nel comprensorio del Volturino. Dunque si tratta solo di farsi trovare pronti all’accoglienza. Per noi Distretto Terre di Aristeo il turismo nei Borghi rigenerati è la scelta qualificante per fare della Basilicata un luogo di eccellenza dove far convivere compatibilità ambientale, produttiva e occupazionale, salvaguardare il territorio, la sua storia, le sue tradizioni, dimostrare di sapere essere “modernamente antichi”, di saper competere sul mercato nazionale ed internazionale senza svendere la nostra identità, utilizzare la tecnologia non per esserne asserviti, ma per metterla al servizio dell’uomo. ‘Terre di Aristeo in Basilicata’ è un’identità, un modo di essere che sarà capace di unire la Lucania antica al mondo globalizzato, per creare nell’immaginario collettivo nuove destinazioni dalle caratteristiche uniche e di qualità. Un elemento fondamentale di questa identità è dunque il concetto di ‘star bene’. Lo ‘star bene’ per noi  significa offrire ambiente, spazi, servizi, tecnologie e tutto ciò che è utile a coloro che ricercano una tranquillità fisiologica e mentale, che varia da persona a persona e che comprende aspetti materiali, opportunità di sviluppo creativo e anche spirituale. Significa poter assicurare un’alimentazione genuina, un ambiente sano immerso nella natura, attività fisica, relax e altro; poter immergersi nella cultura della Regione e nell’esperienza del territorio ospitante. I viaggiatori desiderano sempre più ‘sperimentare’ la cultura dello ‘star bene’ della loro destinazione, specie se antica e radicata nella tradizione locale.

Lo ‘star bene’ rende l’offerta più integrata e in grado di rispondere più efficacemente alle tendenze in atto, modificate anche dal Covid-19. La ricerca di maggiori spazi, di ambienti più salubri, del rispetto delle norme a tutela della salute personale, sono alla base di questa scelta. Che non è un’alternativa al turismo tradizionale, bensì una sua evoluzione ed ampliamento: raccoglie esigenze, consuetudini e mercati che possiamo definire storici collocandoli nell’ambito di un’offerta più adeguata alle richieste del nuovo che avanza. A ulteriore riprova della scelta, è noto che il benessere, l’ospitalità e il viaggio stanno convergendo, in modi diversi e senza precedenti, sperimentando partnership e modelli di business per aiutare i viaggiatori a integrare il benessere in ogni aspetto del loro soggiorno: gastronomia, alloggi, relax, ospitalità, escursioni, relazioni, esperienze didattiche e formative, shopping e altro. 

Per fare tutto questo il “Patto istituzionale” tra Distretto Turistico Terre di Aristeo e Giunta regionale che proponiamo non è più rinviabile per accogliere gli appassionati della neve come quanti cercano la vacanza per stare bene. Il Patto a cui pensiamo deve prioritariamente superare e, aggiungo definitivamente, le “disattenzioni” sinora registrate da parte del Governo regionale. Per questo abbiamo sollecitato un incontro per aggiornare il Presidente Bardi (e con lui la Giunta) sullo stato di attuazione del progetto pilota approdato al Mise per la sottoscrizione dell’Accordo di Sviluppo.  Non si può perdere più altro tempo contro lo spopolamento che resta l’emergenza sociale prioritaria da affrontare. E noi abbiamo idee, proposte, azioni, supportate da studiosi ed esperti, da mettere in campo.

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