“Il governo la smetta di mostrare i muscoli e faccia il proprio dovere, che finora non ha fatto del tutto. Noi andremo avanti. No a una politica di bassa cucina e a campagna elettorale su questa materia. Ho il dovere di tutelare la salute della gente che sta sull’isola”. Così il governatore della Sicilia, Nello Musumeci, difendendo lìordinanza di sgombero degli hotspot e dei centri di accoglienza. “Se chiediamo alla gente di tenere la distanza – si è infine chiesto il Governatore dell’Isola- di portare la mascherina, di stare attenti quando si recano nei ristoranti, se vietiamo gli assembramenti nei locali serali con provvedimenti duri, seri sulle discoteche, è mai possibile che in uno stanzone debbano stare ammassate 500, 600, 700 persone?”. Se i soggetti che sono chiamati a dare attuazione alla legittima ordinanza del presidente della Regione, non lo faranno «a noi rimarrebbe solo una strada: rivolgerci alla magistratura perché ci troveremmo di fronte a una palese omissione, con tutto quello che può determinare in un contesto di epidemia. Se il governo impugnasse la nostra ordinanza, faremo valere le nostre ragioni nelle sedi opportune”. Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci. “Se il governo dovesse venirci incontro – ha aggiunto – potrà chiederci 2-3-5-8 giorni di tempo per trovare la possibilità di ricollocare i migranti e di mettere i sigilli in tutti i centri di accoglienza”.”Se non lo farà – ha concluso- li apporremo noi, e metteremo fine a questa indecorosa pagina della nostra Isola. La gente non ne può più e non possiamo accettare che questa gente venga trattata in maniera disumana”. “C’è chi parla di codicilli, di ordinanza legittima o nulla. Intanto, stanotte si sono confermati 58 positivi a Lampedusa. E altri tamponi arriveranno in giornata per l’esito, al secondo controllo che ho disposto. Ulteriore dimostrazione che la mia ordinanza interviene su materia sanitaria e non sulla politica migratoria. Dal Viminale attendiamo risposte, non altro“, ha scritto sui social il governatore siciliano che dopo qualche ora, da Catania, ha sottolineato come “Lampedusa è un’isola abbandonata a se stessa“. “E’ caduto nel vuoto l’appello del sindaco Totò Martello, così come il sopralluogo del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. Appelli inascoltati, tant’è che ancora oggi la dichiarazione dello ‘stato d’emergenza’ non c’è”, ha detto il governatore, ricordando che “i numeri degli arrivi in Sicilia sono impressionanti: solo a luglio sono arrivati 7067 migranti e ad agosto altri tremila. Nel 2019 sono stati a luglio 1088, ad agosto 1268 in tutto il mese”. A Catania per illustrare l’ordinanza sullo sgombero degli hotspot e dei Centri di accoglienza per i migranti, con le relative modalità di attuazione Musumeci ha evidenziato che “da parte nostra non c’è alcuna volontà di scontro con lo Stato centrale anche perché lo Stato siamo noi. La Regione, i Comuni, le ex province. Dal governo centrale ci attendiamo lo stesso rispetto“. “Invece di rispondere con atti concreti sull’emergenza immigrazione, il governo centrale trova la soluzione: creiamo campi di concentramento, che chiamano tendopoli in un deposito militare a Vizzini, abbandonato da anni. Ci troviamo con tende che ci ricordano luoghi e scene da dimenticare assolutamente”, ha sottolineato. Il provvedimento è stato firmato dal governatore sabato notte. “Ad atteggiamenti improntati – ha aggiunto – ad arroganza, superficialità o ai silenzi che fanno perdere tempo alla risoluzione dei problemi noi diciamo no”. “Abbiamo rivendicato il diritto di tutelare la salute dei siciliani – ha concluso Musumeci- di chi si trova in Sicilia, alcuni milioni di cittadini che chiamiamo turisti e di quelle persone che vengono ammassate in hotspot e centri accoglienza meglio identificate come migranti”. “Le competenze sono vostre? Anche quelle sanitarie? Se è vostra la competenza, siete fuori legge perché in questi centri non c’è alcuna garanzia di sicurezza”, ha detto poi affermato rivolgendosi al Governo Conte. “Il governo centrale la smetta di mostrare i muscoli e faccia il proprio dovere, che finora non ha fatto del tutto. Noi andremo avanti. No al un politica di bassa cucina e a campagna elettorale su questa materia. Ho il dovere di tutelare la salute della gente che sta sull’isola”. A luglio sono arrivati in Sicilia 7.067 migranti e ad agosto altri tremila. Numeri “impressionanti” per il governatore siciliano Nello Musumeci che tira dritto sulla sua ordinanza che dispone la chiusura degli hotspot dell’isola. Ripete più volte di essere il soggetto attuatore dell’emergenza Covid: “Tenere quelle persone in quei luoghi, in quei campi di concentramento, è un delitto. Il diritto alla salute è un diritto tutelato dalla Costituzione. Non importa se lì dentro ci sono migranti o agenti di commercio; si tratta di persone e come tali non possono stare in quelle condizioni. Ecco perché abbiamo fatto l’ordinanza: adesso il Viminale agisca”. Il ministero dell’Interno dice che la competenza non è della Regione? “Se la competenza è sua, operi di conseguenza, perché è fuorilegge: quei luoghi non rispettano le regole e le norme di sicurezza sanitaria”. E sta già operando nei centri per gli immigrati una task force di medici per avere una situazione aggiornata sul numero di migranti e sulle loro condizioni di salute. Il governatore parla di Lampedusa, dove sono stati scoperti 58 positivi. Poi di Vizzini, nel Catanese, dove “era stato immaginato di tenere in 18 metri quadri otto migranti su letti a castello. In tempo di una pandemia dichiarata dall’Oms era ed è una follia, anzi un modo per esporre a rischio di contagio che, mi permetto di dire, costituisce reato”, interviene un fedelissimo del presidente, l’assessore alla Salute, Ruggero Razza. “Abbiamo già mandato i nostri medici nel campo ci concentramento di Vizzini e hanno detto che non esistono i requisiti igienico-sanitari: si sono apparentemente fermati, ma vedrete che andranno avanti”, chiosa Musumeci che ricorda: “Il 26 giugno, ricorda, è stato chiesto al governo nazionale la dichiarazione dello stato di emergenza per Lampedusa, sanitario, sociale ed economico. Ancora oggi non è stato dichiarato, nonostante lo stato d’animo in cui vivono gli operatori di quelle isole”. Cosa farà l’esecutivo siciliano se coloro che sono chiamati a dare attuazione all’ordinanza del presidente della Regione non lo faranno? “Di fronte a una palese omissione – avverte – dovremo rivolgerci alla magistratura, per un fatto gravo consumato in un contesto di epidemia. E a fronte di una prevedibile impugnativa “faremo valere le nostre ragioni nelle sedi opportune”. Se il governo, invece, dovesse comprendere le ragioni dell’Isola, avrà alcuni giorni, una settimana di tempo “per trovare la possibilità di ricollocare i migranti e di mettere i sigilli in tutti i centri di accoglienza. Se non lo farà, però, li apporremo noi, e metteremo fine a questa indecorosa pagina della nostra Isola. La gente non ne può più e non possiamo accettare che questa gente venga trattata in maniera disumana”. Ma non c’è spazio per una trattativa, secondo gli esperti: “Si tratta di un atto illegittimo ma non inesistente, che va impugnato in sede di giustizia amministrativa e che deve essere annullato dal Tar”, taglia corto rispondendo all’AGI Alfonso Celotto, professore di diritto Costituzionale all’Università RomaTre. “Siamo un po’ al “facite ammuina” – osserva – alla necessità di ostentare un qualche tipo di intervento ma la questione migranti è una questione seria, importante, complessa, che sicuramente non è di competenza di un presidente di Regione; Musumeci cerca di farla passare attraverso la porta della sanità, vuole impedire la presenza dei migranti per motivi legati al Covid ma non può farlo. L’appello arrivato stamattina dal Viminale alla collaborazione di tutte le istituzioni è importante ma, ripeto, l’ordinanza va impugnata”. Per il Viminale la situazione attuale richiede lo sforzo comune da parte di tutte le istituzioni secondo il principio costituzionale di leale collaborazione, che si ritiene oggi più che mai indispensabile. Il ministero dell’Interno è da sempre direttamente impegnato per ridurre l’impatto della forte pressione migratoria sulla Sicilia, dovuta ai numerosi sbarchi autonomi legati alla crisi tunisina, rispetto alla quale il governo si è attivato per trovare ogni utile soluzione”. Da luglio scorso sono stati trasferiti in altre regioni, ha spiegato, circa 3.500 migranti. Numeri e argomentazioni giuridiche che non smontano Musumeci: “Andremo avanti fino alla fine”.

