Melfi (PZ). Fiom Cgil su indotto Stellantis: i lavoratori chiedono garanzie

Si è svolta la riunione dei delegati della componentistica e logistica Stellantis di Melfi alla presenza della segretaria regionale della FIOM CGIL BASILICATA Giorgia Calamita condivisa e definita dal coordinatore dell’indotto automotive della FIOM CGIL nazionale Guglielmi Massimiliani già impegnato nel percorso assembleare a Melfi, per analizzare e definire azioni atte a trovare soluzioni e superare le tante difficoltà in cui versano le lavoratrici e lavoratori del settore automotive.

L’andamento negativo del mercato dell’automotive, l’incertezza del mercato dell’energia, l’aumento dell’inflazione e del costo del denaro sono le cause della crisi e delle ricadute ulteriori sul sistema industriale italiano e sulle condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori.

La situazione drammatica continua a generare incertezze su prospettive occupazionali, salariali e industriali, il continuo peggioramento delle condizioni di lavoro è conseguenza di una assenza di strategia politica industriale nel nostro paese, che dovrebbe governare la transizione energetica e tecnologica costruendo nuove opportunità industriali, invece si continua a lasciare tutto in mano al mercato e alle imprese.

Stellantis a Melfi continua a sperimentare azioni di efficientamento interne ed esterne lo stabilimento con il peggioramento ulteriore delle condizioni di lavoro e di vita delle persone, ormai sono all’incirca 1100 i lavoratori che hanno lasciato la fabbrica con un incentivo economico,  sono aumentati i ritmi di lavoro sulle linee e i tempi di vita dei lavoratori vengono scanditi esclusivamente da quelli di produzione, facendo saltare gli equilibri e la programmazione delle famiglie, tra l’utilizzo massiccio di cassa integrazione e le chiamate a lavoro, totale flessibilità degli orari con salari ridotti.

I lavoratori della componentistica e logistica, oltre a subire le ricadute in merito alla organizzazione di Stellantis, nonostante l’accordo di giugno 2021 sostenuto dalla FIOM CGIL che definiva un piano industriale rivolto alla transizione elettrica con quattro nuovi modelli di auto, non hanno nessuna visibilità di prospettive future produttive e occupazionali.

Stellantis deve rispondere alle richieste sindacali, il tavolo regionale dell’automotive è fermo, da troppo tempo, ci sono state anche azioni di lotta da parte dei lavoratori per avere garanzie occupazionali, ma ad oggi tutto è fermo.

Le nuove commesse per la produzione dei modelli elettrici a Melfi non è noto se siano state assegnate alle aziende della componentistica, ufficiale è il fatto che alcune aziende l’hanno persa, il mancato confronto con Stellantis è il motivo dell’incertezza e della poca visibilità nell’area industriale di Melfi.

Il processo di riorganizzazione di Stellantis non può prevedere il rientro di alcune lavorazioni della componentistica come lo stampaggio di alcuni particolari, e della logistica perché si metterebbe a rischio la tenuta occupazionale considerato anche il fatto che sono ormai esauriti gli ammortizzatori sociali, alcune aziende hanno fatto già richiesta di un ulteriore periodo in deroga.

Le istituzioni nazionali e regionali dovranno aprire un confronto vero tra imprese e i sindacati salvaguardare e intervenire con strumenti straordinari perché la transizione non la possono pagare i lavoratori in termini di occupazione e salario. 

La FIOM CGIL Basilicata unitamente ai delegati ritiene ormai non più rinviabile un confronto con le istituzioni e con le imprese a tutti i livelli che metta al centro il lavoro, la forza sindacale dovrà esercitare un ruolo importante in questa fase, unire i lavoratori e programmare iniziative partecipate che possano smuovere la situazione e aprire una nuova fase per tutti di i lavoratori.

radionoff
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