Lo sport entra nella Costituzione italiana

Di sport se ne parla da sempre. Nell’antica Grecia, ad esempio, il popolo era particolarmente dedito alle attività sportive grazie alle quali potevano affermare la propria superiorità fisica e il primato della vittoria sul vinto. Erano attività solenni, tra l’altro, poiché in quei momenti venivano onorati gli dei con l’organizzazione degli agoni (le manifestazioni pubbliche di gare e giochi) nel rispetto di un cerimoniale che comprendeva i riti religiosi, i sacrifici, le offerte votive. Le famose “Olimpiadi” ebbero inizio nel 1776 a.C. in onore di Zeus in cui veniva stretta la “pace olimpica”, un periodo di sospensione dalle guerre in modo da consentire ai Greci di recarsi ad Olimpia senza restrizioni.

Anche in epoca romana, lo sport assume particolare importanza ma con significato diverso rispetto a quello praticato in Grecia poiché per l’Urbe era un momento di intrattenimento e spettacolo piuttosto che di elevazione morale e di adorazione degli dei. Diffuso era il pancrazio, sport di combattimento tra la lotta e il pugilato, il lancio del giavellotto e del disco, le corse dei cavalli.

Nella prima metà del XX secolo, invece, nascono le Olimpiadi dell’era contemporanea in cui lo sport è inteso in modo diverso dalle varie capitali europee: per Londra era un loisir (tempo libero), per Berlino una propaganda di religione, per Stoccolma un benessere fisico. In Italia, la proverbiale lentezza che la contraddistingue, ha portato il legislatore a riconoscere una piena autonomia dell’ordinamento giuridico sportivo nel 2003 con il Decreto Legge 19 agosto n. 220, rubricato “Disposizioni urgenti in materia di giustizia sportiva”, prevedendo che la Repubblica riconosce e favorisce l’autonomia dell’ordinamento sportivo nazionale, quale articolazione dell’ordinamento sportivo internazionale facente capo al Comitato Olimpico Nazionale. A livello europeo, il Trattato di Lisbona del 2007 ha affermato che lo sport ha una funzione sociale, al pari dell’istruzione e della formazione professionale, un elemento fondamentale per la crescita psico-fisica di ciascun individuo. E la nostra Carta Costituzionale? Fino al 20 settembre 2023 non aveva alcun riferimento ma a seguito dell’ultima deliberazione da parte della Camera dei deputati, è stato approvato il disegno di legge costituzionale n. 715-B che ha apportato una modifica all’art. 33 introducendo il nuovo comma “La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme”. Un grande passo in avanti che contribuisce a migliorare la qualità della vita delle persone e della comunità, come riportato dal Ministro Abodi in aula precisando che “il raggiungimento di un risultato così importante, che ha visto un impegno nel tempo, è frutto di un lavoro di squadra che ci ha permesso di tagliare un traguardo tanto voluto quanto atteso. Ora dobbiamo mettere a sistema le risorse finanziare, europee e nazionali, per far sì che lo sport sia sempre più presente nelle politiche pubbliche”.

Caterina Laurita
Caterina Laurita
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