Libano: Mustapha Adib formerà il nuovo governo

Il diplomatico, ambasciatore del Libano in Germania, Mustapha Adib, ha avuto la maggioranza dei voti del parlamento che gli ha assegnato la formazione del prossimo governo. A Beirut è in arrivo il presidente francese per fare pressioni sulle riforme che servono per guidare il paese fuori dalla profonda crisi. Emmanuel Macron è al centro degli sforzi internazionali per convincere i leader divisi del Libano ad affrontare lo sconvolgimento finanziato che ha devastato la nazione ancora prima della terribile esplosione che il 4 agosto scorso ha ucciso 190 persone, ne ha ferite 5.000 e danneggiato 50.000 edifici della capitale. Adib, 52 anni, è salito in cima alla lista dei candidati per la carica di premier dopo essere stato approvatoda ex primi ministri, tra cui Saad al-Hariri, a capo del più grande partito musulmano sunnita del Libano, e dal movimento e partito degli Hezbollah legato agli iraniani. Per legge, la carica di primo ministro deve andare a un sunnita. Il movimento di Hariri, il potente partito sciita Hezbollah sostenuto dall’Iran e il Partito socialista progressista guidato dal politico druso Walid Jumblatt, sono stati tra i primi a nominare Adib nelle consultazioni formali ospitate dal presidente cristiano maronita Michel Aoun. Adib, laureto in giurisprudenza e scienze politiche, ambasciatore in Germania dal 2013, deve ora avviare il processo di formazione di un nuovo governo. Fino a quando non verrà concordata una nuova amministrazione, il governo uscente, che si è dimesso il 10 agosto, continua a svolgere la funzione di custode. Scontri tra manifestanti antigovernativi e forze di sicurezza sono scoppiati davanti al Parlamento a Beirut nel giorno della visita in Libano del presidente francese Emanuel Macron e all’indomani della nomina di Mustapha Adib come premier designato. Decine di manifestanti hanno lanciato pietre davanti all’entrata del Parlamento a Piazza Najmeh, dove c’è un forte dispiegamento delle forze di sicurezza. Alcuni hanno tentato di arrampicarsi sui blocchi di cemento e le barre di ferro poste a protezione dell’edificio. Le forze anti-sommossa hanno risposto lanciando lacrimogeni.

Macron a Beirut