La sindrome del “Grinch” a Natale

Ormai, mancano pochi giorni a Natale e alle tanto agognate vacanze invernali; le vie delle città di tutto il mondo sono affollate di persone alla ricerca degli ultimi regali per parenti ed amici e per la spesa per il cenone ed il pranzo natalizio. Questo periodo dell’anno, considerato dai più “magico”, ci fa tornare con la mente a quando eravamo bambini ed aspettavamo con smania e gioia i regali di Babbo Natale, i dolci, le cioccolate e le caramelle dalla Befana e, soprattutto, quindici giorni senza andare a scuola. Diventando adulti le priorità sono cambiate: fa piacere incontrare e stare in compagnia di parenti ed amici che durante l’anno si riescono a vedere poco, organizzare pranzi e cene ma, allo stesso tempo, il periodo natalizio in molte persone genera ansia. Tale fenomeno prende il nome di “sindrome del Grinch”. Ma chi è il Grinch? E’ un personaggio immaginario, protagonista – antagonista di un romanzo omonimo, di fumetti e di alcuni film, creato nel 1957 dallo scrittore e fumettista statunitense Dr Seuss. Il suo scopo principale è quello di rubare la festività e le celebrazioni del Natale alla cittadina di Chinonso. Il Grinch è raffigurato come una creatura pelosa, panciuta, a forma di pera, con braccia e gambe lunghe e magre, dalle pupille rosse e bulbi oculari gialli, con un viso da gatto e con una personalità cinica. Negli adattamenti a colori, è in genere verde. A primo impatto può risultare strano ma a molte persone non piace il Natale perché rappresenta per loro un momento di sacrificio ed un periodo triste. Le motivazioni possono essere varie: periodo personale negativo, problemi familiari, venire da un lutto, introversione, problemi di salute, sentirsi “forzati” ad essere felici ecc. Esistono, però, alcune strategie per affrontare questo periodo e superare la sindrome del Grinch: stabilire dei limiti nelle relazioni con parenti ed amici, dedicare un tempo limitato agli impegni formali e natalizi, cercare di trovare un lato positivo nelle cose quotidiane, scegliere con cura chi frequentare, farsi un regalo, viaggiare ecc. Alla fine quel che conta non è sentirsi “Babbo Natale” o “Grinch” in questo periodo dell’anno ma stare bene con se stessi, questo è il regalo più importante che possiamo farci.

Nicola Cirigliano
Nicola Cirigliano
Articoli: 125