La Fials ha chiesto al governo di stabilizzare i ricercatori precari degli Irccs-Crob

Riceviamo e pubblichiamo

La Fials, Federazione Italiana Autonomie Locali e Sanità, ha scritto al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ed al Ministro della Salute, Orazio Schillaci, per porre alla loro attenzione la questione relativa alla stabilizzazione del personale storico della ricerca sanitaria.

“E’ un’iniziativa importante della Segreteria Nazionale Fials – commenta il segretario provinciale di Potenza, Giuseppe Costanzo – che riguarda anche la nostra regione. Si tratta di poche unità, ma strategiche per il sistema Paese, per l’innovazione del Sistema Sanitario Nazionale e per salvaguardare il diritto alla cura. E’ paradossale, infatti, che biologi, infermieri, statistici, amministrativi, farmacisti, biotecnologi – e tutti quei lavoratori che operano in una realtà di eccellenza della sanità pubblica, l’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) di Rionero in Vulture, siano rimasti esclusi dalle stabilizzazioni del personale sanitario avvenute negli ultimi anni. Si pensa ad esempio, alla Legge Madia ed alle immissioni Covid” alcuni Istituti hanno applicato la legge Madia con concorsi riservati a differenza dell’IRCCS CROB di Rionero in Vulture.

La ricerca sanitaria italiana svolta dagli IRCCS rappresenta un importante strumento operativo di cui dispone il Servizio Sanitario Nazionale, costituendo una struttura sanitaria integrata, unica in Europa e nel mondo. Eppure, questi lavoratori da anni sono costretti a contratti Co.Co.Co, a borse di studio e partita iva (media nazionale di 12 anni fino a superare i 30 anni di precariato) e non hanno avuto altra scelta, se non quella di dover accettare un ulteriore contratto a tempo determinato di 10 anni.

“Il 100% delle unità del personale della ricerca sanitaria pubblica – ricorda Costanzo – è precario. Situazione, questa, incompatibile con la Direttiva Europea 70/99 che vieta l’abuso dei contratti a termine ed esplicita che la forma comune di contratto debba essere il tempo indeterminato. In soli due anni, questa condizione, unita a una forma contrattuale “povera”, ha generato una perdita del 25%, senza ovviamente riuscire ad attirare alcun ricercatore dall’estero. La ricerca sanitaria è cosa seria, non si può ragionare a breve termine rischiando di sminuire e di depauperare tutto il know how accumulato in questi anni: i ricercatori ed i collaboratori hanno il diritto di lavorare nel miglior modo possibile, pianificando attività, ricerca, cure e assistenza”.

Per il segretario provinciale della Fials, “la Piramide della Ricerca deve rimanere un percorso per i nuovi ricercatori, non una reiterazione di contratti a termine per il personale storicamente impegnato in questa attività. La valorizzazione dei curricula del personale già esperto non può prescindere dalla valorizzazione del titolo di dottorato di ricerca, al pari dei titoli di specializzazione necessari per l’attività assistenziale. D’altra parte, è evidente che l’attuale inquadramento nel livello D/Ds del contratto del Comparto sanitario invece che in quello della Dirigenza, non sia attrattivo”.

“Per questo – conclude Costanzo – la FIALS ha chiesto al Presidente Meloni ed al Ministro Schillaci che – al pari di altre figure professionali – vengano implementate urgenti strategie di stabilizzazione del personale storico della ricerca sanitaria.

Un appello accorato è rivolto ai politici eletti in Basilicata presenti in Parlamento per sostenere fattivamente questa richiesta a garanzia delle professionalità indispensabili per i cittadini Lucani e delle regioni limitrofe. Si auspica che questo Governo possa mettere finalmente fine alla parola “precariato”.

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