L’editoriale di ieri di Nino Grasso, sui silenzi dell’Associazione degli ex Consiglieri regionali sulle recenti vicende politiche di via Verrastro, abbisogna di alcune precisazioni. La prima è che con troppa superficialità si è voluta azzerare una classe politica con l’improvvisazione e l’opportunismo del momento sulla scia scellerata ed improvvida della rottamazione renziana. Tutto doveva essere rottamato anche quello che di positivo vi era stato e ciò anche con la complicità di certa stampa. In secondo luogo le epurazioni nel passato centro-sinistra ve ne sono pur state e Grasso le conosce bene. Il cinismo usato alcune volte per cancellare presenze autonome e con spirito critico della stessa parte politica, ma ritenute scomode, ha finito per azzerare anche quelli che lo hanno con troppa facilità praticato. Alla fine però rimangono solo macerie e si regala la regione a chi, mai, per propri meriti l’avrebbe conquistata. La terza questione riguarda il silenzio dell’Associazione su quanto avvenuto in questi giorni in Regione. Ad onor del vero Nicola Savino ed io con molta puntualità scriviamo pubblicamente su tante questioni, non ultimo sulla guerra in Ucraina, e non sempre io trovo ospitalità sulla testata giornalistica di Grasso. In quanto alle sollecitazioni a cui lui ci richiama va subito detto che uno spettacolo così poco “garbato” andava immediatamente stoppato con la sospensione del Consiglio Regionale, ma questo attiene alla “sensibilità” di chi la presiede, che in tutto questo tempo non ha mai trovato o creato una circostanza per incontrare ufficialmente l’Associazione. Pertanto è difficile dare consigli a chi non li richiede in alcun modo e questo non vale solo per la maggioranza, ma anche per l’opposizione. Quando pure ci abbiamo provato in occasione dell’approvazione dello Statuto e successivamente della legge elettorale abbiamo dovuto registrare il garbato fastidio per un organismo ritenuto ingiustamente il cimitero dei dinosauri. Se poi ci riferiamo all’ultima elezione regionale posso personalmente dire che avevamo, come ex, attivato una piattaforma politica che potesse scongiurare l’attuale disastro politico-gestionale. Il risultato è sotto gli occhi di tutti con quest’ultimo atto emanato dal presidente della Giunta Regionale, che è il frutto di una inesperienza politica incredibile: “Non si amministra senza una maggioranza. Non si apre una crisi senza sapere cosa fare di conseguenza”. Né si può amministrare con Assessori sviliti nelle proprie funzioni ed accentrare tantissime competenze, che neanche il più attivo e competente Presidente potrebbe svolgere, ricordando nel contempo che i consiglieri sono quelli che da candidati hanno contribuito a qualcuno di diventarlo. E allora proviamo a dare un consiglio a questa scomposta, variopinta e trasmigrante opposizione, che oggi si appresta a presentare una inutile, se non proprio dannosa, mozione di sfiducia, che per opportunismo non verrà approvata perché nessuno degli attuali consiglieri vuole andare a casa prematuramente. Ci potrà essere il ricorso alle opportune elezioni anticipate solo quando il Presidente ripetutamente si renderà conto di non avere in Consiglio i numeri per far approvare i propri provvedimenti. Nel frattempo occorrerà attrezzare un diverso centrosinistra perché se ci si vuole affidare unicamente a chi ha voluto consapevolmente creare questo disastro sappia che non ha proprio alcuna chance. Occorrerà quindi avviare un’area ampia e coinvolgente del cs che guidi e dia una mano a un PD troppo evanescente, forse recuperando anche qualche credibile vecchio dinosauro.

